La sanità umbra ha registrato miglioramenti nella riduzione delle liste d’attesa, ma l’obiettivo dell’azzeramento dei tempi non è ancora raggiunto. A evidenziarlo è la sezione controllo della Corte dei conti, che nel capitolo dedicato alla parifica del bilancio regionale ha analizzato i risultati del Piano Operativo straordinario di recupero delle Liste di Attesa per il 2025. Secondo il rapporto, il 28,33% delle prestazioni ambulatoriali è stato erogato oltre i tempi previsti, con un ritardo medio di 12,41 giorni.
Recupero delle liste d’attesa, l’Umbria migliora ma restano criticità
Nel periodo preso in esame, l’Umbria ha recuperato terreno più di altre regioni sul fronte delle liste d’attesa, ma il percorso verso la completa riduzione dei tempi resta ancora aperto.
La Corte dei conti ha rilevato che gli obiettivi fissati dal Piano Operativo straordinario di recupero delle Liste di Attesa 2025 sono stati raggiunti per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali e quelle ambulatoriali chirurgiche.
In particolare, all’evasione delle richieste ha fatto seguito un’effettiva erogazione del servizio nell’81,49% dei casi per le prestazioni ambulatoriali e nel 60,2% dei casi per quelle ambulatoriali chirurgiche.
Restano indietro gli interventi chirurgici
Diversa la situazione per gli interventi chirurgici, dove gli obiettivi di recupero non risultano completamente raggiunti.
Secondo il documento della Corte dei conti, il quadro è influenzato anche dalla riduzione complessiva delle prestazioni erogate, diminuite dello 0,70% tra il 2024 e il 2025.
La contrazione è stata determinata soprattutto dal calo della produzione delle strutture private accreditate, che hanno registrato una diminuzione del 28,78%. Questo calo non è stato compensato completamente dall’aumento dell’attività delle aziende pubbliche, cresciuta dell’1,58%.
La Regione ha precisato che la riduzione delle prestazioni private è collegata alla mancata erogazione di una parte dei fondi nazionali.
Quasi una prestazione su tre oltre i tempi previsti
Il nodo principale resta quello dei tempi di attesa garantiti ai cittadini.
Nel 2025, secondo la Corte dei conti, mediamente il 28,33% delle prestazioni ambulatoriali è stato fornito oltre la soglia temporale prevista.
Il ritardo medio registrato è stato di 12,41 giorni, con alcune categorie che mostrano difficoltà maggiori rispetto alla media generale.
Tra queste emerge la classe Rao D30, relativa alle prestazioni differibili con un tempo massimo di attesa fissato in 30 giorni.
Per questa categoria i tempi risultano rispettati solo nel 53,74% dei casi, contro una media complessiva del 71,67%. Il ritardo medio arriva a 24,36 giorni.
La Corte dei conti evidenzia la rilevanza del dato perché la classe Rao D30 rappresenta la seconda categoria, dopo la D60, per numero di prestazioni coinvolte.
Migliorano i tempi per diversi interventi oncologici
Per quanto riguarda gli interventi chirurgici, i dati aggiornati ai primi quattro mesi del 2026 mostrano un miglioramento generale rispetto al 2023.
I risultati più positivi riguardano alcuni interventi per tumori maligni, in particolare colon, retto, polmone e tiroide, per i quali i tempi previsti sono stati rispettati in oltre il 90% dei casi.
Anche per utero e melanoma la situazione risulta migliorata, con interventi eseguiti nei tempi stabiliti in quasi il 90% dei casi.
Ancora critici gli interventi per il tumore alla prostata
Nonostante il miglioramento generale, alcune aree restano problematiche.
La principale criticità evidenziata dal rapporto riguarda gli interventi chirurgici per il tumore maligno alla prostata.
In questo caso, gli interventi sono stati effettuati entro i tempi previsti soltanto nel 35,5% dei casi, un dato che continua a rappresentare un elemento di difficoltà nel sistema sanitario regionale.
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