Omicidio Bala Sagor, chiesto l’ergastolo con isolamento per Shuryn

Requisitoria del pm Del Giudice e del procuratore Cicchella davanti alla Corte d'Assise di Terni per il 33enne accusato di aver ucciso e fatto a pezzi il 21enne bengalese Bala Sagor

La procura della Repubblica di Spoleto ha chiesto martedì mattina la condanna all’ergastolo con diciotto mesi di isolamento diurno per Dmytro Shuryn, cuoco di 33 anni di nazionalità ucraina, imputato per l’omicidio aggravato da futili motivi del 21enne bengalese Bala Sagor, conosciuto da tutti come “Obi”, ucciso a Spoleto nel settembre del 2025. La requisitoria è stata tenuta dal pm Roberta Del Giudice e dal procuratore capo Claudio Cicchella davanti alla Corte d’Assise di Terni, presieduta dalla giudice Simona Tordelli.

Una lite per 150 euro sfociata in tragedia

La ricostruzione dell’accusa colloca l’origine del crimine in una disputa di carattere economico di minima entità. Bala Sagor aveva prestato 150 euro a Shuryn e ne pretendeva la restituzione. Il diverbio si è consumato all’interno della cantina dell’abitazione dell’imputato, in via Pietro Conti a Spoleto, dove il cuoco ucraino ha sferrato al giovane bengalese una coltellata al collo, risultata fatale. È proprio questo contesto — una controversia economica per una somma irrisoria — ad aver fondato la contestazione dell’aggravante dei futili motivi.

Il capo di imputazione a carico di Shuryn non si esaurisce nell’omicidio. L’uomo risponde anche di vilipendio e occultamento di cadavere: dopo aver ucciso la vittima, avrebbe fatto a pezzi la salma di Bala Sagor e nascosto i resti in più luoghi, con l’obiettivo — secondo la tesi accusatoria — di eliminare le prove del delitto. Una condotta che ha aggravato ulteriormente il profilo penale dell’imputato e che ha reso le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura di Spoleto, particolarmente complesse sul piano investigativo.

Rigettata la richiesta di perizia psichiatrica

Nel corso dell’udienza di martedì, la Corte ha respinto l’istanza avanzata dalla difesa — rappresentata dall’avvocato Donatella Panzarola — volta a ottenere una perizia psichiatrica sull’imputato. La difesa aveva richiesto la valutazione dell’eventuale incidenza della ludopatia sulla capacità di intendere e di volere di Shuryn al momento dei fatti: il 33enne è noto per il vizio del gioco d’azzardo. Il rigetto dell’istanza chiude di fatto questa linea difensiva, escludendo che il disturbo da gioco patologico possa essere considerato ai fini della determinazione della pena.

Terminata la requisitoria della pubblica accusa, hanno preso la parola le altre parti processuali. L’avvocato Paola Picchioni, in rappresentanza dei familiari di Bala Sagor costituiti parte civile, ha portato in aula le istanze dei congiunti della vittima. Ha quindi replicato la difesa dell’imputato, completando il quadro delle argomentazioni che la Corte dovrà valutare in sede decisionale.

La Corte d’Assise di Terni si pronuncerà nell’udienza già calendarizzata per il 4 giugno prossimo. Sarà quella la sede in cui verrà emessa la sentenza di primo grado nei confronti di Dmytro Shuryn, a distanza di circa nove mesi dal delitto che ha sconvolto la comunità di Spoleto e strappato alla vita un giovane di 21 anni.

Redazione

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