Ricostruzione post sisma nuove ordinanze per accelerare i lavori

Ricostruzione Umbria, approvate nuove ordinanze per sbloccare cantieri e aggiornare i costi post sisma.

La Cabina di coordinamento sisma ha approvato un pacchetto di ordinanze per rafforzare e accelerare la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2023, con interventi che riguardano direttamente anche l’Umbria. Le misure, definite nell’ultima riunione, puntano a snellire le procedure, aggiornare i parametri economici e risolvere le criticità legate ai cantieri fermi, con l’obiettivo di garantire tempi certi e maggiore trasparenza.

Il provvedimento interviene su ricostruzione privata e pubblica, introducendo strumenti per migliorare l’efficacia delle operazioni e sostenere cittadini e imprese. «L’approvazione di questo pacchetto di ordinanze risponde con determinazione alle esigenze dei cittadini e delle imprese e rappresenta la prova tangibile che la collaborazione tra Regione, Struttura del commissario e Uffici speciali sta producendo risultati concreti», ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, sottolineando che l’obiettivo è la rigenerazione complessiva del tessuto urbano e sociale.

Tra le principali novità per la ricostruzione privata figura l’introduzione del Prezzario unico del cratere (Puc) 2026, aggiornato per tenere conto dell’aumento dei costi di materie prime ed energia. L’intervento consente di garantire equilibrio economico ai progetti, evitando nuovi oneri per i cittadini. Sono previste maggiorazioni differenziate in base ai livelli di danno e incentivi specifici per soluzioni antisismiche e sostenibili, tra cui l’utilizzo di materiali a chilometro zero.

Un passaggio rilevante riguarda l’ordinanza sull’ex Superbonus, pensata per sbloccare i cantieri rimasti incompiuti e risolvere le problematiche legate agli accolli. La misura introduce un contributo aggiuntivo per coprire le spese eccedenti legate al Superbonus 110%, trasformando costi non sostenibili in sostegno pubblico. Il provvedimento interessa i lavori non conclusi entro il 31 dicembre 2025 e stabilisce limiti di spesa per gli interventi legati a Sismabonus ed Ecobonus.

Importanti modifiche riguardano anche il Testo unico della ricostruzione privata. Vengono fissate scadenze precise e introdotti meccanismi di penalizzazione per i ritardi, con decurtazioni economiche e segnalazioni agli ordini professionali nei casi più gravi. Per i cantieri già scaduti, il termine è stato aggiornato al 31 dicembre 2026.

Sul piano finanziario, cambiano le modalità di erogazione dei contributi: l’anticipo iniziale viene ridotto al 20%, con un tetto massimo stabilito, per limitare rischi di utilizzo improprio delle risorse. Restano invece forme di tutela per i professionisti, mentre vengono introdotti obblighi più stringenti per imprese e progettisti, tra cui cronoprogrammi e comunicazioni formali.

Le nuove disposizioni si applicano anche agli interventi relativi al sisma di Umbertide del 2023, ampliando l’ambito di applicazione delle norme.

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, il pacchetto introduce semplificazioni procedurali e una disciplina più chiara della Conferenza di servizi, con effetti immediati sui procedimenti e maggiore rapidità nelle approvazioni. Il nuovo prezzario sarà utilizzato per le nuove progettazioni e, in alcuni casi, anche per quelle in corso.

Tra gli interventi specifici approvati rientra il consolidamento delle mura urbiche di Todi, con la suddivisione in due lotti: uno urgente da 285 mila euro e un secondo intervento da oltre 4 milioni di euro.

«Stiamo costruendo non solo strutture più sicure, ma anche nuove prospettive di ritorno alla normalità e di sviluppo economico», ha aggiunto la presidente Proietti, evidenziando il valore strategico delle misure adottate.

Redazione

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