Fondo sanitario nazionale 2025: all’Umbria oltre 19 milioni in più

Approvata la proposta dell’Umbria: introdotti per la prima volta densità abitativa e dispersione territoriale nella ripartizione

Il Fondo Sanitario Nazionale 2025 introduce una svolta nei criteri di ripartizione, con l’inserimento per la prima volta dei parametri relativi a densità demografica ed estensione territoriale. Una conquista politica e tecnica guidata dalla Regione Umbria, che ha ottenuto un ampio consenso in Conferenza delle Regioni per una proposta innovativa volta a garantire una maggiore equità tra territori diversi per caratteristiche geografiche e sociali.

L’accordo riguarda in particolare la ripartizione della “quota premiale” del FSN 2025, pari allo 0,25% del totale nazionale, cioè 341 milioni di euro, da distribuire tenendo conto, per la prima volta, della dispersione della popolazione sul territorio. Questo riconoscimento premia Regioni come l’Umbria, ma anche Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Molise e Sardegna, accomunate da bassa densità abitativa, orografia complessa e strutture sanitarie più difficili da raggiungere.

Il ruolo dell’Umbria e l’impegno della presidente Proietti

La proposta tecnica portata avanti dalla presidente dell’Umbria, Stefania Proietti, insieme alla direttrice regionale della salute, ha trovato ampia convergenza politica, contribuendo a un risultato definito “storico” per la sanità pubblica nelle regioni cosiddette “periferiche”.

Grazie all’introduzione del nuovo criterio, l’Umbria otterrà oltre 19 milioni di euro in più rispetto alla precedente bozza elaborata dalla Commissione Salute nel 2024. Si tratta di una significativa iniezione di risorse, che potrà essere destinata a rafforzare l’erogazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), migliorare l’accesso ai servizi e ridurre il divario con le regioni più popolose.

«È un risultato importante – ha commentato Proietti – che riconosce le difficoltà oggettive di chi amministra territori vasti e poco popolati. È solo un primo passo, ma getta le basi per una vera riforma della distribuzione del Fondo Sanitario».

Dal 2026 il criterio entrerà nel riparto “standard”

L’intesa prevede anche che il criterio densità/dispersione venga stabilmente inserito, dal 2026, nel riparto del Fondo Sanitario Nazionale indistinto, modificando le attuali regole previste dal DM 2022. In questo senso, è già al lavoro una Commissione scientifica indipendente, composta da esperti universitari selezionati dalla Conferenza delle Regioni, con il compito di elaborare uno studio dettagliato entro due mesi. Lo studio definirà nuove variabili oggettive e innovative per la distribuzione del FSN, valutando le differenze territoriali, economiche e sociali che incidono sull’accesso e sulla qualità dei servizi sanitari.

Un’alleanza tra Regioni “fragili” per la coesione sanitaria nazionale

La presidente Proietti ha voluto ringraziare pubblicamente i rappresentanti delle Regioni che hanno sostenuto la proposta umbra: «Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Molise e Sardegna hanno condiviso una visione comune: quella di un Paese che non può più permettersi una sanità a due velocità. Questa è stata una battaglia di equità e giustizia sociale, che guarda al futuro del nostro sistema sanitario nazionale».

Redazione

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