Suicidio medicalmente assistito, riparte l’iter della legge in Umbria

La terza commissione consiliare torna a esaminare la proposta sostenuta dall’associazione Coscioni: previste modifiche dopo la sentenza della Consulta sulla legge toscana

Riprende in Umbria l’iter legislativo della proposta di legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito. La discussione torna oggi all’attenzione della terza commissione consiliare permanente dell’Assemblea legislativa regionale, dopo l’avvio formale del percorso avvenuto lo scorso luglio.

La proposta, promossa nell’ambito della campagna “Liberi Subito”, era stata sostenuta da una raccolta firme lanciata dall’associazione Luca Coscioni, che aveva raccolto poco meno di 5 mila adesioni, superando ampiamente la soglia necessaria per presentare una proposta di legge popolare.

Il percorso in Commissione e gli emendamenti

Il testo aveva iniziato ufficialmente il proprio iter legislativo il 22 luglio 2026 in Commissione. Nel frattempo sono stati presentati alcuni emendamenti destinati a essere votati oggi, con l’obiettivo di adeguare la proposta alla recente pronuncia della Corte costituzionale sulla legge toscana in materia di suicidio medicalmente assistito.

Le modifiche puntano a eliminare le parti considerate non conformi alla Costituzione e a rafforzare gli aspetti ritenuti compatibili con le competenze regionali.

Secondo l’associazione Coscioni, la proposta non introduce un nuovo diritto, ma interviene sull’organizzazione del Servizio sanitario regionale.

L’obiettivo dichiarato è garantire procedure più definite per la verifica dei requisiti, tempi certi senza ritardi ingiustificati, uniformità nell’organizzazione dei servizi sanitari e maggiore trasparenza nelle responsabilità delle aziende sanitarie.

Cappato: “Ora attenzione alle garanzie per malati e medici”

A richiamare l’attenzione sul dibattito è stato il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni Marco Cappato. “Abbiamo fiducia che il dibattito, ormai già incardinato, porrà l’attenzione sulle garanzie da assicurare ai malati e ai medici, più che sulle dinamiche di partito e di coalizione”, ha dichiarato al Corriere dell’Umbria.

Secondo Cappato, il confronto potrebbe arrivare a una conclusione in tempi brevi, concentrandosi sugli aspetti organizzativi e sanitari della proposta.

Il messaggio della famiglia di Laura Santi

Sul tema è intervenuto anche Stefano Massoli, marito di Laura Santi, la giornalista perugina affetta da sclerosi multipla progressiva che nel 2025 è stata la prima persona in Umbria ad accedere al suicidio medicalmente assistito.

In un messaggio pubblico Massoli ha auspicato un cambio di prospettiva da parte delle istituzioni regionali. “Auspico che la Giunta Regionale Umbra faccia un salto culturale atteso da tutti i cittadini e dimostri di essere laica, e che la nostra diventi la quinta Regione dove sia possibile autodeterminarsi”, ha scritto.

Secondo Massoli, il tema riguarda la possibilità per ogni persona di compiere scelte individuali sul proprio percorso di fine vita, indipendentemente da posizioni politiche o religiose.

Nel suo intervento ha inoltre ricordato una frase lasciata da Laura Santi come simbolo della sua battaglia: “Non arrendetevi mai”.

Il confronto politico e istituzionale

La discussione in Commissione rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della proposta.

L’Umbria si trova così a confrontarsi con un tema che negli ultimi anni è entrato sempre più nel dibattito pubblico nazionale, anche alla luce delle sentenze della Corte costituzionale e delle iniziative legislative avviate in altre Regioni.

Redazione

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