Tassa di soggiorno, in Umbria incassi in crescita del 31% nel primo semestre 2026

I Comuni umbri hanno raccolto quasi 3,8 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno. Assisi guida la classifica, ma non tutte le località turistiche registrano aumenti

Assisi

La tassa di soggiorno cresce in Umbria e nel primo semestre 2026 porta nelle casse dei Comuni quasi 3,8 milioni di euro. Gli incassi complessivi hanno raggiunto quota 3 milioni e 782 mila euro, con un aumento del 31,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il gettito si era fermato a 2 milioni e 879 mila euro.

L’incremento è pari a circa 903 mila euro e comprende sia la riscossione ordinaria sia le somme recuperate attraverso le attività di controllo e verifica.

I dati sono stati rilevati da Massimo Feruzzi, amministratore unico di JFC e responsabile dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno. Il risultato conferma una crescita dei pernottamenti turistici, anche se con differenze significative tra i principali centri umbri.

Assisi guida la classifica degli incassi

Tra i Comuni umbri, Assisi si conferma il territorio con il gettito più elevato. Nei primi sei mesi del 2026 la città ha raccolto 1 milione e 567 mila euro, con una crescita del 56,7% rispetto al primo semestre dell’anno precedente.

L’incremento percentuale più significativo è però quello registrato da Magione, dove gli incassi sono aumentati del 60,9%, arrivando a circa 72 mila euro.

Anche i due capoluoghi di provincia mostrano una crescita: Perugia ha incassato oltre 615 mila euro, con un aumento del 31,3%; Terni ha raggiunto oltre 146 mila euro, segnando un incremento del 9,8%.

Crescono Cascia, Todi e Spello

Tra gli altri Comuni turistici con risultati positivi figurano diverse realtà. Cascia ha registrato una crescita del 44,5%, superando i 92 mila euro di incassi. A Todi l’aumento è stato vicino al 31%, mentre Spello ha segnato un incremento del 29,3%. Positivo anche il dato di Passignano, con +16,4% e Città di Castello, con +9,2%.

Quattro città registrano un calo

Il quadro non è però uniforme. Alcune importanti località turistiche hanno infatti chiuso il primo semestre con una diminuzione degli incassi.

I cali riguardano:

  • Orvieto, -11,1%;
  • Narni, -12,9%;
  • Spoleto, -15,8%;
  • Gubbio, -17,8%.

Il dato mostra come l’andamento turistico non sia stato identico in tutte le aree della regione e come alcune destinazioni abbiano avuto una dinamica diversa rispetto alla crescita complessiva.

Nuovi Comuni entrano nel sistema

Nel bilancio rientrano anche alcuni Comuni che hanno introdotto la tassa di soggiorno nel corso del 2025. Nel primo semestre 2026:

  • Torgiano ha raccolto oltre 42 mila euro;
  • Bastia Umbra ha registrato una cifra analoga;
  • Norcia ha raggiunto poco meno di 40 mila euro.

Attesa per i risultati della stagione estiva

Il bilancio definitivo potrà essere valutato soltanto con i dati relativi ai mesi estivi, tradizionalmente più rilevanti per il turismo umbro. Un primo indicatore arriva da Assisi, dove nel mese di luglio gli incassi della tassa di soggiorno sono passati da 195 mila a 343 mila euro rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Saranno quindi i dati di luglio, agosto e dei mesi successivi a chiarire se la crescita registrata nella prima parte del 2026 rappresenti una tendenza consolidata per il settore turistico regionale.

Redazione

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