Superbonus, in Umbria quasi 10mila edifici coinvolti: investiti 2,4 miliardi

I dati Enea tracciano il bilancio della maxi-agevolazione: nella regione una spesa equivalente a circa 2.882 euro per abitante

Il Superbonus arriva al conto finale anche in Umbria. Sono stati 9.782 gli edifici della regione interessati dagli interventi finanziati attraverso l’agevolazione, per un ammontare degli investimenti ammessi alle detrazioni che ha superato di poco i 2,4 miliardi di euro. Rapportando questa cifra alla popolazione, il valore corrisponde a circa 2.882 euro per ogni abitante.

A fotografare gli effetti della misura sono i dati raccolti e pubblicati da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, e riportati dal Corriere dell’Umbria.

In Italia investimenti vicini a 125 miliardi

La dimensione nazionale dell’intervento è decisamente più ampia. Tra maggio 2020 e maggio 2026 gli investimenti ammessi al Superbonus hanno sfiorato complessivamente i 125 miliardi di euro, mentre le relative detrazioni fiscali hanno raggiunto quasi 132 miliardi.

Una cifra, quest’ultima, equivalente a quasi il 6% del Pil italiano. La maxi-agevolazione era stata introdotta nella fase più complessa della pandemia con l’obiettivo di sostenere l’economia e, in particolare, rilanciare il settore delle costruzioni.

Isolamento termico al primo posto

La maggior parte delle risorse è stata destinata al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili. Circa il 67% degli investimenti complessivi ha riguardato gli interventi di isolamento termico, ai quali viene attribuita anche una quota analoga del risparmio energetico prodotto.

In termini di rapporto tra spesa sostenuta ed energia risparmiata, sono risultate più efficienti le sostituzioni dei vecchi sistemi di riscaldamento. Per questi interventi il costo per ogni chilowattora annuo risparmiato è stato di poco inferiore a quattro euro.

Fotovoltaico, batterie e colonnine elettriche

Una parte inferiore, pari a poco più del 10% degli investimenti, è stata destinata all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. In molti casi le due soluzioni sono state adottate insieme, consentendo di conservare l’energia prodotta dai pannelli e utilizzarla successivamente.

Il Superbonus ha inoltre finanziato l’installazione di circa 350mila colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Per questa tipologia di intervento i costi medi sono risultati abbastanza vicini ai massimali di spesa ammessi dalla normativa.

Quali edifici hanno beneficiato maggiormente del bonus

Guardando alle caratteristiche degli immobili coinvolti, quasi il 44% degli interventi è stato effettuato su abitazioni di tipo civile, mentre poco più del 38% ha interessato immobili classificati come abitazioni di tipo economico.

Una quota significativa ha riguardato anche i villini, che hanno rappresentato circa il 10% degli edifici interessati. A livello nazionale, gli investimenti agevolati destinati a questa categoria hanno superato complessivamente i 15 miliardi di euro.

Gli effetti sull’economia e sulla spesa pubblica

Secondo le valutazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, circa due terzi degli investimenti sostenuti attraverso i bonus non sarebbero stati effettuati in assenza degli incentivi. La misura avrebbe inoltre prodotto effetti rilevanti sulla crescita economica e sull’occupazione negli anni immediatamente successivi alla pandemia.

La stessa analisi indica però che gli effetti sulla crescita si sarebbero sostanzialmente esauriti nel 2023, mentre la spesa a carico delle finanze pubbliche ha continuato ad aumentare.

L’eccezione per le zone terremotate

La conclusione del Superbonus non sarà uguale su tutto il territorio. Nelle aree colpite dal terremoto l’agevolazione continuerà a essere disponibile, mantenendo anche la possibilità di utilizzare la cessione del credito e lo sconto in fattura.

La prosecuzione della misura sarà tuttavia sottoposta a un limite preciso: la copertura complessiva prevista è pari a 100 milioni di euro.

Redazione

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