Fino a mille ulteriori famiglie umbre potranno accedere al contributo previsto per i figli nati nel 2025 grazie ai nuovi fondi stanziati dalla Regione. La Giunta regionale ha infatti aumentato di 500 mila euro la dotazione dell’avviso sulla natalità, portando il finanziamento complessivo da 500 mila euro a un milione di euro.
L’incremento permetterà di far scorrere la graduatoria e finanziare una parte dei nuclei familiari che, pur avendo i requisiti richiesti, erano rimasti esclusi a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.
Oltre 2.200 domande presentate
Il contributo regionale prevede un sostegno di 500 euro per ogni figlio nato nel 2025 ed è destinato alle famiglie con un Isee non superiore a 30 mila euro.
Le richieste presentate sono state complessivamente 2.262. Di queste, 976 sono già state finanziate, mentre 1.272 sono state ammesse ma non finanziate per mancanza di fondi. Sono invece 14 le domande risultate inammissibili.
Con il nuovo stanziamento potranno quindi essere finanziate fino a circa mille ulteriori richieste, seguendo l’ordine della graduatoria.
L’aumento delle risorse rientra nell’ulteriore milione di euro destinato dalla Regione agli interventi sulla natalità attraverso l’assestamento del bilancio 2026-2028. La metà dei nuovi fondi sarà utilizzata per l’avviso relativo ai nati nel 2025, mentre i restanti 500 mila euro saranno destinati agli interventi sulla natalità del 2026.
Proietti: “Sostenere le famiglie nelle scelte genitoriali”
La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha spiegato che l’intervento nasce dalla necessità di sostenere le famiglie in una fase caratterizzata da un forte calo delle nascite. “La denatalità è una delle grandi sfide che abbiamo davanti e non può essere affrontata chiedendo alle famiglie di sostenere da sole il peso delle scelte genitoriali”, ha dichiarato.
Secondo Proietti, l’obiettivo è costruire una rete di sostegni capace di accompagnare le famiglie nel tempo, non limitandosi al solo contributo economico.
Investimenti nei servizi per l’infanzia
L’intervento sulla natalità si inserisce in un programma più ampio dedicato ai servizi educativi. L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli ha ricordato gli investimenti già programmati dalla Regione: 7 milioni di euro per la creazione di oltre 500 nuovi posti nei nidi e nei micronidi e 4,3 milioni di euro per il tempo integrato nella scuola primaria.
“Sono investimenti che rafforzano il sistema educativo regionale e che vogliono offrire alle bambine e ai bambini la possibilità di crescere in Umbria e alle famiglie condizioni più favorevoli per conciliare i tempi di vita e di lavoro”, ha spiegato Barcaioli.
Le nascite in Umbria quasi dimezzate in 17 anni
Il bonus regionale rappresenta un sostegno per le famiglie, ma non modifica da solo un fenomeno demografico ormai strutturale. Secondo i dati Istat, nel 2008 in Umbria si registravano 8.271 nascite, mentre nel 2025 sono scese a 4.442. In 17 anni il calo è stato di 3.829 nascite, pari al 46,3% in meno.
La diminuzione ha portato il numero dei nuovi nati sotto quota 7 mila nel 2014, sotto 6 mila nel 2018 e sotto 5 mila nel 2022. Nel 2024 le nascite erano state 4.736, già il minimo storico, prima di un ulteriore calo del 6,2% nel 2025.
Servizi e conciliazione tra lavoro e famiglia al centro delle politiche
Secondo le analisi citate negli ultimi mesi anche dall’Ocse, gli incentivi economici possono avere effetti positivi ma generalmente limitati e temporanei.
Le misure considerate più efficaci nel lungo periodo riguardano invece la disponibilità di servizi per l’infanzia, congedi retribuiti e strumenti per conciliare lavoro e famiglia.
Casa, nidi, cura dei figli, stabilità economica e occupazione restano quindi gli elementi considerati decisivi per affrontare il calo della natalità.
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