Rafforzare il recupero delle pene pecuniarie e rendere più efficace l’esecuzione dei provvedimenti di confisca. È questo l’obiettivo del nuovo Protocollo d’intesa sottoscritto presso la Procura Generale di Perugia tra magistratura e Guardia di Finanza.
L’accordo coinvolge il Procuratore Generale di Perugia Sergio Sottani, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia Antonio Minchella e il Comandante Regionale Umbria della Guardia di Finanza Francesco Mazzotta.
La collaborazione punta a garantire una maggiore efficacia nella riscossione delle somme dovute dai soggetti condannati e nell’applicazione delle misure patrimoniali previste dalla legge.
Un’intesa che prosegue il lavoro iniziato nel 2023
Il protocollo si inserisce nel percorso di collaborazione già avviato con il memorandum operativo sottoscritto nell’aprile 2023. Per il prossimo biennio sono previste attività coordinate tra gli uffici giudiziari umbri e la Guardia di Finanza, con l’obiettivo di favorire l’effettiva riscossione delle pene pecuniarie stabilite dalle sentenze di condanna.
La riforma Cartabia cambia il sistema di riscossione
L’accordo assume particolare rilevanza alla luce della riforma Cartabia, che ha modificato profondamente la gestione delle pene pecuniarie. Con il nuovo sistema, il Pubblico Ministero assume un ruolo centrale nell’esecuzione della riscossione penale, superando il precedente modello che considerava le somme da recuperare come un semplice credito civile.
Le multe e le ammende vengono quindi trattate come vere e proprie pene, con l’obiettivo di garantirne una concreta applicazione.
Nei casi in cui il pagamento non sia possibile, la normativa prevede anche la possibilità di conversione della sanzione in altre forme di esecuzione.
Il ruolo della Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza sarà incaricata di svolgere approfondimenti sulla situazione economica e patrimoniale dei soggetti condannati segnalati dalla Procura Generale, dalle Procure della Repubblica del distretto e dal Tribunale di Sorveglianza.
Le verifiche serviranno a individuare eventuali beni e disponibilità economiche sui quali intervenire per rendere effettive le misure patrimoniali.
Le Fiamme Gialle utilizzeranno le proprie banche dati e gli strumenti informatici già impiegati nelle attività di polizia economico-finanziaria.
Tra questi anche il sistema “MOLECOLA”, utilizzato per individuare eventuali incongruenze tra redditi dichiarati, capacità di spesa e patrimonio disponibile.
Oltre 2 milioni di euro da recuperare
Dalla ricognizione effettuata negli uffici giudiziari umbri sono emerse consistenti somme relative a pene pecuniarie già irrogate con sentenze di condanna. Il totale delle somme considerate attualmente riscuotibili ammonta a 2.180.758,11 euro.
Nel dettaglio:
- Procura Generale di Perugia: 111.604 euro;
- Procura della Repubblica di Perugia: 719.110,25 euro;
- Procura della Repubblica per i Minorenni: 800 euro;
- Procura della Repubblica di Terni: 1.287.251,96 euro;
- Procura della Repubblica di Spoleto: 61.991,90 euro.
Una cifra significativa che ora sarà oggetto di un’azione coordinata per aumentarne il recupero.
Più efficacia nell’esecuzione delle decisioni giudiziarie
Il nuovo accordo punta quindi a rafforzare il principio dell’effettività della pena, assicurando che le sanzioni economiche stabilite dai giudici non restino prive di conseguenze concrete.
La collaborazione tra magistratura e Guardia di Finanza mira anche a contrastare eventuali tentativi di sottrazione o occultamento delle disponibilità economiche.
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