Università di Perugia, la posizione nel ranking mondiale Arwu 2026

L’ateneo umbro si conferma nella fascia 501-600 della classifica di Shanghai e si colloca tra il 18esimo e il 21esimo posto in Italia

Università di Perugia

L’Università degli Studi di Perugia si conferma nella fascia compresa tra il 501esimo e il 600esimo posto tra le migliori università del mondo. È quanto emerge dall’Academic Ranking of World Universities (Arwu) 2026, la graduatoria internazionale pubblicata a Ferragosto dalla Shanghai Ranking Consultancy.

Il risultato mantiene sostanzialmente stabile la posizione dell’ateneo umbro rispetto alle ultime edizioni. Guardando invece alla graduatoria nazionale, l’Università di Perugia si colloca nella fascia tra il 18esimo e il 21esimo posto tra i 42 atenei italiani presenti nell’Arwu 2026.

La classifica pubblicata comprende le prime mille università, selezionate all’interno di un insieme di circa 2.500 istituzioni prese in considerazione per la valutazione.

Università di Perugia tra le posizioni 501 e 600 al mondo

L’Arwu non assegna una posizione individuale a tutti gli atenei presenti nella graduatoria. Dopo le prime fasce, infatti, le università vengono riunite in gruppi. È in uno di questi che compare l’Università degli Studi di Perugia, inserita tra le posizioni 501 e 600 a livello internazionale.

Nello stesso raggruppamento figurano istituzioni universitarie di diverse aree del mondo, tra cui il Politecnico di Madrid, l’Università di San Pietroburgo, la Texas Tech University, l’Università di Pretoria, la South China University e l’Università di Teheran.

Il risultato del 2026 prosegue una fase di stabilità iniziata nel 2023. Da quattro edizioni consecutive l’ateneo perugino si trova infatti nella fascia 501-600, mentre tra il 2019 e il 2022 aveva ottenuto un piazzamento migliore, rientrando nel gruppo compreso tra la 401esima e la 500esima posizione.

Dal 2003 al 2026, come è cambiato il piazzamento di Perugia

Il confronto storico permette di ricostruire l’andamento dell’Università di Perugia nella graduatoria di Shanghai. Il risultato più elevato risale proprio alla prima edizione dell’Arwu, pubblicata nel 2003, quando l’ateneo umbro venne inserito nella fascia tra il 301esimo e il 350esimo posto.

Fino al 2007 Perugia riuscì a mantenersi nel gruppo delle università collocate indicativamente tra la posizione 301 e la 402. Un risultato di livello analogo venne raggiunto nuovamente nel 2013.

Negli anni più recenti la posizione si è assestata su fasce più basse. Dopo il periodo 2019-2022 trascorso nel gruppo 401-500, dal 2023 l’ateneo è passato alla fascia 501-600, confermata anche dall’edizione 2026.

Come viene realizzata la classifica Arwu

Il ranking di Shanghai utilizza sei indicatori legati alla produzione scientifica, alla qualità della formazione, al corpo docente e al rendimento accademico. Complessivamente il sistema prevede un valore massimo teorico di 100 punti, anche se il punteggio finale viene pubblicato soltanto per le prime cento università.

La qualità dell’istruzione pesa per il 10% ed è valutata attraverso il numero di ex studenti che hanno ricevuto premi Nobel o medaglie Fields. Un ulteriore 20% riguarda la presenza nel corpo docente di vincitori degli stessi riconoscimenti, mentre un altro 20% considera i ricercatori maggiormente citati.

Alle pubblicazioni sulle riviste Nature e Science viene attribuito un peso del 20%. Per gli atenei specializzati nelle discipline umanistiche e sociali questo parametro può non essere applicato e il relativo peso viene redistribuito sugli altri indicatori.

Un ulteriore 20% deriva dagli articoli presenti nel Science Citation Index Expanded e nel Social Science Citation Index attraverso Web of Science. Il restante 10% riguarda invece il rendimento accademico pro capite dell’istituzione.

Harvard davanti a Stanford e Mit nella classifica mondiale

Al vertice dell’Arwu 2026 resta dominante il sistema universitario statunitense. Harvard occupa la prima posizione mondiale, seguita da Stanford e dal Massachusetts Institute of Technology (Mit).

La presenza americana caratterizza anche il resto della top ten, nella quale le principali eccezioni sono rappresentate dalle britanniche Oxford e Cambridge.

Il quadro diventa più internazionale allargando lo sguardo alle prime venti posizioni. Tra le istituzioni non statunitensi compaiono anche Paris-Saclay University al 13esimo posto, University College London al 17esimo, Tsinghua University al 18esimo ed Eth Zurich al 19esimo.

Sapienza prima università italiana, Perugia nella fascia 18-21

Per incontrare la prima istituzione italiana nella graduatoria mondiale bisogna arrivare alla 153esima posizione, occupata dalla Sapienza Università di Roma, che risulta così il primo ateneo del Paese nell’Arwu 2026.

Sono complessivamente 42 le università italiane presenti tra le prime mille. L’Università di Perugia condivide la fascia mondiale 501-600 con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, l’Università di Palermo e l’Università Vita-Salute San Raffaele. In termini nazionali, queste istituzioni occupano quindi il raggruppamento compreso tra il 18esimo e il 21esimo posto.

Tra gli atenei italiani meglio posizionati figurano, oltre alla Sapienza, l’Università di Padova, il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, la Statale di Milano, la Federico II di Napoli, l’Università di Pisa e quella di Torino. Seguono, nelle diverse fasce della graduatoria, Firenze, Milano-Bicocca, Trento, Cattolica del Sacro Cuore e numerosi altri atenei.

Perugia mantiene dunque nel 2026 la posizione raggiunta nelle tre edizioni precedenti dell’Academic Ranking of World Universities, confermandosi tra le mille istituzioni comprese nella graduatoria internazionale di Shanghai e nella parte centrale del gruppo delle università italiane presenti nel ranking.

Redazione

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