Oltre mille partecipanti a un rave party non autorizzato organizzato sui Monti Martani, in Umbria, sono stati identificati e segnalati alla Procura della Repubblica di Spoleto per il reato di invasione di terreni. Il raduno si è svolto tra il 27 e il 30 giugno nell’area dei prati di Terzo San Severo di Spoleto, dove centinaia di persone si sarebbero ritrovate con strumentazioni acustiche all’interno di una zona campestre di natura demaniale. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di monitorare l’evento, controllare gli accessi e identificare i partecipanti durante la fase di deflusso. Sono in corso anche accertamenti della Divisione Anticrimine della Questura di Perugia per valutare eventuali misure di prevenzione.
L’attività investigativa è partita dopo alcune segnalazioni arrivate al numero unico di emergenza 112 da parte di cittadini della zona. Le chiamate riguardavano un intenso movimento di automobili e camper diretti verso i prati di Terzo San Severo, nel territorio di Spoleto.
Dopo le segnalazioni, Polizia di Stato e Carabinieri hanno effettuato verifiche sul posto, accertando la presenza di un raduno con numerose persone e apparecchiature per la diffusione musicale.
Secondo quanto comunicato dalla Questura di Perugia, il gruppo si era concentrato in un’ampia area campestre di proprietà demaniale, dove sarebbe stato organizzato un rave party senza autorizzazione.
Per tutta la durata dell’evento sono stati predisposti servizi mirati di controllo del territorio e ordine pubblico, con l’obiettivo di monitorare la situazione e prevenire ulteriori arrivi nell’area.
Le forze dell’ordine hanno presidiato le due principali vie di accesso al luogo del raduno, una sul versante di Spoleto e una su quello di Massa Martana. Il dispositivo ha avuto anche lo scopo di garantire la sicurezza pubblica e gestire il flusso delle persone presenti.
A seguire l’intero svolgimento dell’evento è stata la Digos della Questura di Perugia, impegnata nel monitoraggio delle diverse fasi del raduno e nella raccolta degli elementi necessari per gli accertamenti successivi.
L’attività di controllo ha consentito di intercettare diversi giovani e veicoli diretti verso la zona del rave, contribuendo, secondo quanto riferito dalla Questura, a limitare la portata dell’evento e a mantenere sotto osservazione la situazione.
La fase conclusiva del raduno è iniziata nella mattina del 30 giugno, quando i partecipanti hanno iniziato a smontare le strutture installate e ad allontanarsi dall’area dei Monti Martani.
Durante il deflusso verso Massa Martana, le forze dell’ordine hanno proceduto all’identificazione di più di mille persone. I partecipanti erano in prevalenza giovani tra i 19 e i 30 anni, residenti in diverse regioni italiane e, in alcuni casi, provenienti anche dall’estero.
Le persone identificate sono state quindi segnalate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto per l’ipotesi di reato di invasione di terreni.
Parallelamente, la Divisione Anticrimine della Questura di Perugia ha avviato ulteriori approfondimenti sui partecipanti. Gli accertamenti sono finalizzati alla possibile adozione di misure di prevenzione personali nei confronti dei soggetti ritenuti destinatari dei provvedimenti.
L’operazione ha richiesto il coordinamento tra diversi uffici delle forze dell’ordine, impegnati sia nella gestione dell’ordine pubblico sia nella successiva identificazione delle persone coinvolte.
Il monitoraggio del rave sui Monti Martani ha permesso di ricostruire la presenza di oltre mille partecipanti e di avviare le procedure giudiziarie previste, mentre proseguono gli accertamenti sulle singole posizioni.
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