Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Nicola Volpi ha depositato a Perugia un’interrogazione a risposta scritta e orale rivolta al sindaco e alla Giunta per conoscere lo stato dell’adesione del Comune alla Piattaforma Unica Nazionale CUDE, dedicata al Contrassegno Unificato Disabili Europeo. L’iniziativa punta a ottenere chiarimenti sulle procedure tecniche e sulle tempistiche necessarie per collegare i varchi elettronici cittadini alla banca dati nazionale. La richiesta nasce dalla volontà di garantire alle persone con disabilità una mobilità più semplice, evitando permessi temporanei e comunicazioni preventive quando si accede alle zone a traffico limitato di altre città. L’interrogazione è stata resa nota nei primi giorni di agosto e sollecita l’Amministrazione comunale a indicare quando il servizio potrà diventare operativo nel capoluogo umbro.
Al centro dell’atto ispettivo c’è la Piattaforma Unica Nazionale CUDE, infrastruttura tecnologica promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con il Ministero per le Disabilità. Il sistema è stato concepito per mettere in comunicazione le banche dati utilizzate dai diversi Enti locali e consentire il riconoscimento dei veicoli associati ai contrassegni per persone con disabilità.
L’interconnessione tra la piattaforma nazionale e i varchi ZTL della Polizia Locale permette ai veicoli autorizzati di essere identificati nei Comuni che partecipano al sistema. In questo modo, chi è titolare di un contrassegno può spostarsi tra le città aderenti senza dover ogni volta richiedere un permesso temporaneo oppure comunicare preventivamente la targa tramite PEC o posta elettronica.
È proprio su questo aspetto che Volpi chiede risposte all’Amministrazione comunale. Il consigliere vuole sapere se il Comune di Perugia abbia già avviato le procedure necessarie per collegare i propri sistemi elettronici alla banca dati ministeriale e quali siano i tempi previsti per completare l’operazione e rendere effettivamente disponibile il servizio.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, l’adesione alla piattaforma avrebbe conseguenze dirette sia per i residenti sia per chi raggiunge Perugia da altre città. Per i cittadini perugini titolari di CUDE, infatti, l’interoperabilità permetterebbe di utilizzare più facilmente il proprio contrassegno nei territori già collegati al sistema nazionale, riducendo il rischio di sanzioni derivanti dal mancato inserimento preventivo della targa nei sistemi locali.
La questione riguarda anche l’accessibilità della città per visitatori e turisti con disabilità. L’obiettivo indicato dal consigliere è permettere ai veicoli regolarmente autorizzati di essere riconosciuti automaticamente quando attraversano i varchi di accesso alle aree sottoposte a limitazioni della circolazione, senza imporre ulteriori procedure burocratiche a chi arriva nel capoluogo umbro.
Volpi richiama inoltre nell’atto le novità introdotte a livello nazionale ed europeo in materia di mobilità e diritti delle persone con disabilità. Il consigliere fa riferimento al percorso di recepimento della disciplina europea sulla Carta Europea della Disabilità e sul nuovo contrassegno uniforme, evidenziando la necessità che anche Perugia adegui i propri strumenti alle nuove modalità di riconoscimento e digitalizzazione dei servizi.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, l’evoluzione delle norme e delle infrastrutture digitali rende necessario accelerare l’adeguamento dei sistemi comunali. L’interrogazione punta quindi a verificare quali interventi siano già stati programmati e se esista un calendario definito per l’adesione di Perugia alla piattaforma nazionale CUDE.
Tra gli elementi richiamati figurano anche le innovazioni previste per il contrassegno dedicato alle persone con disabilità, con particolare riferimento alla maggiore sicurezza contro la contraffazione, all’estensione della validità e all’integrazione con strumenti digitali e applicazioni dedicate. Si tratta di aspetti che, secondo Volpi, possono contribuire a semplificare gli spostamenti e ridurre gli adempimenti amministrativi richiesti agli utenti.
L’atto di sindacato ispettivo chiede quindi al sindaco e alla Giunta di chiarire non soltanto se il Comune abbia intenzione di aderire alla piattaforma, ma anche a quale punto si trovi l’eventuale percorso tecnico già avviato. Un passaggio considerato rilevante per rendere più efficiente il rapporto tra contrassegni disabili, varchi elettronici e ZTL, soprattutto in presenza di utenti provenienti da altri territori.
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