Caldo estremo nei cantieri, Fillea: “Andare oltre l’ordinanza”

La segretaria Elisabetta Masciarri chiede nuove misure contro il rischio climatico e una riorganizzazione stabile del lavoro nelle giornate di forte calore.

La Fillea Cgil Umbria, attraverso la segretaria generale Elisabetta Masciarri, interviene sull’emergenza caldo che sta interessando l’Italia e l’Umbria, chiedendo maggiori tutele per la salute e sicurezza dei lavoratori. Il sindacato evidenzia come le temperature elevate siano ormai una condizione sempre più frequente e non più un fenomeno eccezionale, con particolare attenzione ai lavoratori impegnati nei cantieri, nelle attività all’aperto e nei settori esposti al sole.

“La tutela della salute e della sicurezza di chi lavora deve venire prima di tutto”, ribadisce Masciarri, sottolineando che il caldo estremo rappresenta una sfida strutturale legata ai cambiamenti climatici. Secondo la segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, le condizioni attuali richiedono un nuovo approccio nell’organizzazione del lavoro, basato su prevenzione, adattamento e capacità di intervento anticipato.

Per il sindacato, le ondate di calore non possono più essere considerate episodi straordinari o emergenze temporanee, ma devono essere affrontate come una nuova realtà con cui il mondo produttivo è chiamato a confrontarsi. Il rischio climatico nei luoghi di lavoro diventa quindi un elemento da integrare nella programmazione delle attività e nella gestione quotidiana dei cantieri.

Masciarri richiama anche il ruolo dell’ordinanza regionale contro il rischio caldo, ampliata dopo il confronto tra Regione Umbria, Cgil, Cisl e Uil avvenuto il 10 giugno. Il provvedimento, secondo la Fillea Cgil Umbria, ha rappresentato un passo avanti perché ha consentito di estendere alcune forme di tutela anche ad altri comparti maggiormente esposti alle alte temperature.

Tuttavia, il sindacato evidenzia che l’ordinanza da sola non può rappresentare una soluzione definitiva. Secondo Masciarri, il provvedimento presenta limiti legati alla durata temporale, alle condizioni specifiche che ne determinano l’applicazione e alla possibilità che alcune attività rimangano escluse dalle misure previste.

Tra i settori considerati maggiormente a rischio vengono indicati diversi cantieri stradali, le lavorazioni sotto il sole, le attività su ponteggi, nelle cave e nei piazzali. Per la Fillea Cgil Umbria, il pericolo non dipende dall’inquadramento formale di una lavorazione all’interno o all’esterno di un provvedimento, ma dalle condizioni effettive in cui opera il lavoratore.

“Se un lavoratore opera sotto il sole, sull’asfalto, su un ponteggio, in una cava o in un piazzale nelle ore più calde, il rischio esiste e va prevenuto”, sottolinea Masciarri, richiamando la necessità di adottare misure concrete per evitare conseguenze sulla salute degli addetti.

Tra le richieste avanzate dalla segretaria generale c’è la rimodulazione degli orari di lavoro nei cantieri durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. Secondo la Fillea Cgil Umbria, gli orari dovrebbero essere anticipati e modificati in modo stabile nei periodi a rischio, includendo anche i lavori stradali e tutte quelle attività che possono risultare più esposte.

L’organizzazione sindacale chiede inoltre una strategia di lungo periodo, con regole nazionali più chiare e un coordinamento regionale capace di trasformare il rischio climatico in decisioni operative. L’obiettivo indicato è superare una gestione basata esclusivamente su interventi temporanei adottati durante le emergenze estive.

Secondo Masciarri, la variabile climatica deve entrare in modo permanente nella gestione dei capitolati, dei cronoprogrammi e dell’organizzazione dei cantieri pubblici e privati. Anche gli interventi collegati al Pnrr, evidenzia la segretaria, non possono determinare una riduzione delle tutele o un trasferimento dei costi dell’accelerazione sui lavoratori.

La posizione della Fillea Cgil Umbria punta quindi a un modello di prevenzione continua, nel quale la sicurezza nei luoghi di lavoro venga considerata un elemento centrale nella programmazione delle attività produttive.

Redazione

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