Il turismo in Umbria nel 2026 potrebbe chiudere con una crescita delle presenze tra il 3 e il 6 per cento rispetto al 2025, secondo le stime del presidente di Federalberghi Umbria Simone Fittuccia, riportate da Umbria 24. Il dato arriva dopo un 2025 già record e in un contesto che, senza ulteriori cambiamenti internazionali, potrebbe confermare il trend positivo della regione.
Cresce il turismo verde
Tra i segmenti con maggiore sviluppo c’è il turismo verde, che comprende trekking, cammini e bike. Secondo Federalberghi Umbria, questo settore registra una crescita delle presenze tra il 15 e il 20 per cento, mostrando nuove potenzialità per il territorio.
Fittuccia evidenzia inoltre come questi visitatori abbiano una buona capacità di spesa, con ricadute sulle strutture ricettive, sulla ristorazione e sull’artigianato locale.
Agosto positivo tra laghi e Valnerina
Le previsioni per agosto indicano tassi di occupazione tra il 50 e il 60 per cento a livello regionale.
Risultati migliori sono attesi per Valnerina e laghi umbri, che potrebbero raggiungere percentuali tra l’80 e il 90 per cento. Per il Lago Trasimeno, invece, il settore evidenzia ancora difficoltà legate soprattutto alla presenza dei chironomidi.
Secondo Fittuccia, la crescita del turismo si farà sentire soprattutto dalla settimana precedente al Ferragosto, anche grazie alla presenza di visitatori che scelgono l’Umbria come tappa di passaggio durante i viaggi.
Bene settembre e ottobre, cresce il turismo internazionale
Federalberghi registra segnali positivi anche per i mesi di settembre e ottobre, con un aumento delle prenotazioni da parte del turismo nord americano.
Il mercato statunitense aveva subito una contrazione legata alle tensioni internazionali, compensata però dalla crescita del turismo nazionale.
Tra i territori con migliori risultati vengono indicati Assisi, anche grazie all’evento legato alle spoglie di San Francesco, Città di Castello e Todi. Positive anche Orvieto, Gubbio e Perugia, mentre Spoleto mantiene livelli simili al 2025.
Resta il problema della permanenza media
Nonostante la crescita delle presenze, resta una criticità storica del turismo umbro: la durata dei soggiorni. La permanenza media si mantiene intorno alle 2,7 notti per visitatore, un valore raggiunto dopo il Covid.
Secondo Fittuccia, un aumento di circa 0,2 o 0,3 notti sarebbe possibile, ma l’Umbria deve ancora crescere per diventare una destinazione scelta per vacanze più lunghe.
L’appello sul Trasimeno e sugli investimenti
Federalberghi chiede alla Regione interventi strutturali sul problema dei chironomidi al Lago Trasimeno, considerato un elemento di forte impatto per gli operatori turistici.
In generale, Fittuccia sottolinea la necessità di proseguire con gli investimenti a sostegno delle imprese del settore, per migliorare la qualità dell’offerta e adeguarsi agli standard internazionali dell’accoglienza.
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