Perugia festeggia il successo dell’edizione 2026 di Umbria Jazz, conclusasi con oltre 46mila biglietti venduti e la soddisfazione dell’amministrazione comunale. Lo ha dichiarato oggi la sindaca Vittoria Ferdinandi in una conferenza stampa organizzata al termine della manifestazione, definendo l’edizione appena conclusa «un’esplosione di musica, di bellezza e di partecipazione».
Secondo la prima cittadina, il risultato è frutto della visione artistica di Carlo Pagnotta e del lavoro di uno staff che negli anni ha saputo restare al passo con la contemporaneità, tenendo viva la formula del festival. La sindaca ha parlato di un festival capace di «rinnovarsi senza perdere la propria identità». Tra i momenti più significativi dell’edizione appena conclusa, Ferdinandi ha citato il concerto di Zucchero, che ha fatto «esplodere l’Arena Santa Giuliana» per tre ore consecutive, richiamando un pubblico entusiasta.
Non solo grandi nomi della musica internazionale, però. Ferdinandi ha ricordato anche la dimensione dedicata alle famiglie, con Umbria Jazz Kids che nei Giardini Carducci ha coinvolto oltre settecento bambini. Un aspetto che la sindaca ha definito centrale nella missione educativa del festival, capace di promuovere l’incontro tra culture e l’ascolto reciproco. In un contesto internazionale segnato da conflitti, ha aggiunto, investire nella musica e nelle nuove generazioni significa affermare che «la diversità è una ricchezza», trasformando il linguaggio universale della musica in uno strumento di pace, con un significato che la sindaca ha definito «profondamente politico».
Nel suo intervento, la prima cittadina ha voluto ringraziare tutti i protagonisti dell’organizzazione: la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Fondazione Umbria Jazz Stefano Mazzoni, lo stesso Carlo Pagnotta, l’intera struttura organizzativa e il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione. Un ringraziamento specifico è andato a Luca Gatti, membro del CdA in rappresentanza del Comune di Perugia, e a Daniele Cesaretti, oltre a tutti i lavoratori e i volontari impegnati nella riuscita della manifestazione, spesso operando lontano dai riflettori.
La sindaca ha poi rivolto un pensiero alla città stessa, sottolineando come Umbria Jazz sia possibile solo grazie a una comunità capace di accogliere: per dieci giorni Perugia ha messo a disposizione piazze, strade e spazi culturali, mobilitando professionalità e capacità organizzativa diffuse sul territorio.
Sul fronte dell’impegno istituzionale, Ferdinandi ha ribadito che l’amministrazione comunale continuerà a investire risorse, servizi e organizzazione per le prossime edizioni. Un ringraziamento è andato alla Protezione civile comunale e a tutti i volontari attivi durante i giorni del festival, così come a chi ha lavorato per garantire sicurezza e accoglienza. Tra gli investimenti evidenziati dalla sindaca, il potenziamento della mobilità notturna e dei collegamenti di trasporto pubblico, che ha permesso a migliaia di persone di raggiungere e lasciare gli eventi in sicurezza anche nelle serate di maggiore affluenza.
Guardando al futuro, la sindaca ha parlato di un impegno di crescita costante, sottolineando come il prestigio raggiunto da Umbria Jazz comporti una responsabilità collettiva per l’intera città. Il festival, ha spiegato, non rappresenta solo un evento culturale di rilievo, ma un modello organizzativo e di visione che dovrebbe ispirare altri ambiti della vita pubblica cittadina. L’amministrazione ha già annunciato l’intenzione di iniziare a lavorare sulla prossima edizione, «con la stessa passione e con la stessa voglia di superare ancora una volta i nostri limiti».
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