Caritas Perugia, povertà in crescita: emergenza casa sempre più centrale

Nel rapporto 2025 aumentano le richieste di aiuto e gli interventi: cresce la povertà e l’emergenza abitativa diventa il principale fattore di fragilità sociale

Ancora una volta l’emergenza abitativa emerge come uno dei nodi centrali nel nuovo rapporto sulle povertà della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, giunto alla sua undicesima edizione e intitolato “Oltre il bisogno: accompagnati per essere liberati”. I dati, relativi al 2025, sono stati presentati al Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza e fotografano un quadro in cui la povertà risulta in crescita costante.

Cresce la domanda di aiuto sul territorio

Secondo quanto illustrato dal direttore della Caritas, don Marco Briziarelli, il territorio registra un incremento del 5,2% degli accessi al centro di ascolto diocesano e del 5,7% ai centri parrocchiali, a fronte di una crescita nazionale dell’1,7%. Un dato che, sottolinea, evidenzia una situazione di particolare difficoltà locale.

Nel 2025 l’attività della Caritas è stata descritta come caratterizzata da una “espansione senza precedenti”, con un aumento significativo delle richieste di supporto.

Oltre 100mila interventi e migliaia di famiglie assistite

Nel corso dell’anno sono stati realizzati 104.979 interventi, in crescita del 16,9% rispetto al 2024. Tra le aree più rilevanti figurano quelle legate all’alloggio (24.332 interventi) e ai beni e servizi materiali (55.011), che comprendono mensa ed empori della solidarietà.

Sono inoltre 3.886 i nuclei familiari che si sono rivolti ad almeno uno dei 43 centri di ascolto presenti sul territorio diocesano, di cui 42 parrocchiali. Secondo Briziarelli, si tratta del dato più alto mai registrato nei percorsi di accompagnamento della Caritas.

Nuove fragilità e difficoltà economiche diffuse

Il rapporto evidenzia un progressivo impoverimento del tessuto sociale e l’emergere di nuove famiglie in difficoltà, molte delle quali non si erano mai rivolte prima ai servizi di assistenza.

Tra le cause principali vengono indicate la stagnazione degli stipendi, l’aumento del costo della vita e la crescente difficoltà nel sostenere spese quotidiane come affitti, mutui e bollette. Le famiglie italiane rappresentano circa il 25% del totale degli assistiti, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.

L’emergenza casa al centro delle criticità

L’aspetto più critico resta quello abitativo: secondo il rapporto, le difficoltà nel pagamento di affitti e utenze rappresentano oggi la principale emergenza sociale. L’aumento dei costi dell’abitare si conferma un fattore determinante nella crescita delle richieste di aiuto.

Il ruolo della comunità e delle istituzioni

Per l’arcivescovo Ivan Maffeis, il rapporto restituisce una duplice evidenza: da un lato la crescita dei bisogni, dall’altro la risposta della comunità. Durante la presentazione ha sottolineato il valore dei centri di ascolto come luoghi in cui la comunità si mette in gioco, trasformando l’assistenza in un percorso condiviso.

 

Redazione

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