A Ripabianca, frazione di Deruta, si è rinnovata nel fine settimana la storica festa di Sant’Antonio, un appuntamento ultrasecolare che continua a rappresentare un punto fermo nella vita religiosa e sociale della comunità.
La celebrazione ha confermato ancora una volta un forte senso di partecipazione, con cittadini, famiglie e fedeli riuniti attorno a un evento che unisce devozione, tradizione e identità territoriale.
La chiesa restaurata e il patrimonio artistico recuperato
L’edizione di quest’anno è stata resa ancora più significativa dai restauri della chiesa parrocchiale, che hanno riportato all’antico splendore diversi elementi di grande valore artistico e religioso.
Tra gli interventi più importanti figurano il recupero dell’altare in muratura e stucco dedicato a Sant’Antonio, la scultura lignea policroma del santo e la restaurata macchina processionale, elementi centrali della devozione locale.
Secondo il parroco don Lorenzo Romagna, il rinnovamento degli spazi sacri ha contribuito a rafforzare il legame della comunità con la propria tradizione, rendendo ancora più sentita la partecipazione ai riti religiosi.
Una comunità unita tra fede e istituzioni
La festa ha rappresentato anche un momento di coesione civile e istituzionale. Il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, ha sottolineato il ruolo attivo della popolazione nel preservare le tradizioni e nel sostenere le iniziative di valorizzazione del territorio.
Nel corso delle celebrazioni, le delegazioni provenienti dall’Umbria e da altre regioni sono state accolte in municipio, rafforzando il carattere inclusivo e aperto dell’evento.
Celebrazioni religiose e momenti di grande partecipazione
Il programma della festa si è articolato in più giornate. Venerdì si è svolta la Messa del Transito, seguita dalla tradizionale processione per le vie del paese, che ha coinvolto numerosi fedeli.
Sabato 13 giugno il momento centrale con la Messa in suffragio dei parroci e dei devoti del santo, seguita nel pomeriggio dalla celebrazione solenne nella chiesa di Ripabianca, presieduta da don Francesco Valentini, Vicario Episcopale per l’Economia e i Beni Ecclesiastici della Diocesi di Orvieto-Todi.
La liturgia è stata accompagnata dal Coro Polifonico “Cantate Domino”, contribuendo a rendere particolarmente suggestivo il clima della celebrazione.
Reliquie e patrimonio spirituale della comunità
Uno dei momenti più significativi della festa è stata l’esposizione delle reliquie custodite nella chiesa di Ripabianca. Il patrimonio comprende 47 reliquiari, con resti appartenenti a oltre cento santi raccolti a partire dal XVII secolo.
Un insieme di grande valore spirituale che rappresenta un unicum per la comunità locale, recentemente arricchito anche dall’arrivo della reliquia di Santa Teresa di Calcutta, segno della continuità della tradizione devozionale.
Processione e chiusura con spettacolo piromusicale
Al termine della celebrazione religiosa si è svolta la tradizionale processione di Sant’Antonio di Padova, accompagnata dalla Banda Musicale Città di Deruta, che ha segnato il passaggio simbolico tra il momento liturgico e quello festivo.
La giornata si è conclusa con uno spettacolo piromusicale sul sagrato della chiesa, organizzato dalla Pro Loco, che ha chiuso la manifestazione con una partecipazione molto ampia della comunità.
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