Cgil, Cisl e Uil hanno fatto il punto sui dossier più urgenti in Umbria, annunciando che senza risposte dalla Regione saranno pronte alla mobilitazione. I segretari Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil) hanno denunciato uno stallo nel confronto istituzionale, sottolineando la necessità di aprire tavoli dedicati su lavoro, sviluppo economico e sanità, settori ritenuti prioritari per la regione.
Sanità, principale emergenza regionale
La sanità è al centro delle criticità indicate dai sindacati. I rappresentanti hanno evidenziato di apprendere le novità dai media anziché dai tavoli istituzionali richiesti più volte, definendo questo approccio “discutibile”. La Cgil ha ribadito che il nuovo Piano sociosanitario, atteso dal 2009, rappresenta la sfida per l’Umbria e richiede passi concreti, con particolare attenzione alla medicina territoriale e alle Case di comunità, la cui apertura deve essere accompagnata da personale e servizi adeguati. La Cgil si oppone all’ipotesi di una Usl unica regionale, privilegiando investimenti su ospedali di Terni, nuovo ospedale Narni-Amelia e riqualificazione della rete ospedaliera.
Dossier e organizzazione del sistema sanitario
La Cisl conferma la posizione a favore del mantenimento di due Asl e due aziende ospedaliere, sottolineando l’importanza di collaborare con l’Università e riportare in Umbria le scuole di specializzazione medica. L’obiettivo è attrarre professionisti, ridurre la mobilità sanitaria passiva e rafforzare il sistema regionale. Il nuovo Piano sociosanitario dovrebbe essere definito entro l’autunno, possibilmente anche prima. La Uil invita a concentrarsi meno sul dibattito organizzativo e più sulle condizioni dei lavoratori e dei cittadini, denunciando carenze di personale e problemi nella gestione di ferie, turni e servizi essenziali. Sono necessari investimenti in tecnologie, macchinari e prestazioni sanitarie.
Condizioni di lavoro nel settore sanitario
I sindacati richiamano la situazione degli organici insufficienti, turni pesanti e difficoltà nell’organizzazione di ferie e riposi, con rischio di burnout tra il personale. Inoltre, le risorse derivanti dall’aumento dell’Irpef regionale non hanno ancora prodotto miglioramenti significativi sui servizi. La Uil sottolinea anche il peso dei salari bassi e della pressione fiscale, definendo gli stipendi umbri “da fame” e l’Irpef “la più alta d’Italia”.
Economia e sviluppo produttivo
Sul fronte economico, Cgil, Cisl e Uil evidenziano difficoltà del sistema produttivo regionale, con crescita stagnante e perdita di competitività, soprattutto nel settore manifatturiero. La crescita di settori come logistica e turismo non è sufficiente a garantire uno sviluppo strutturale e sostenibile. La Cgil propone di orientare strumenti come la Zes e i fondi comunitari al rilancio del tessuto produttivo.
Focus sulle piccole e medie imprese
Le Pmi umbre, maggioranza delle aziende regionali, affrontano sfide legate alla transizione energetica e all’accesso al credito. La Cisl chiede interventi mirati per favorire investimenti e competitività, ricordando che il tavolo sull’economia annunciato dalla Regione non è ancora stato convocato. I sindacati richiedono anche una legge regionale sugli appalti per contrastare dumping contrattuale e salariale.
Confronto strutturato con la Regione
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la necessità di un confronto strutturato immediato con la Regione e di definire il nuovo Piano sociosanitario regionale entro l’autunno. «Se non arriveranno risposte sulle nostre richieste, siamo pronti alla mobilitazione», hanno sottolineato i tre segretari, confermando disponibilità al dialogo ma anche volontà di intraprendere iniziative sindacali se necessario.
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