La cura in fisioterapia non si limita a interventi clinici o terapeutici, ma si fonda su una relazione solida tra professionista e paziente, cruciale per migliorare la risposta terapeutica. Su questo principio si è incentrato il convegno ‘La relazione terapeutica in fisioterapia: dalla neurobiologia alla pratica clinica’, svoltosi il 30 Maggio all’Hotel Giò di Perugia.
L’evento, organizzato da OFI Umbria (Ordine Regionale della Professione Sanitaria di Fisioterapista dell’Umbria), ha visto la partecipazione di circa 100 persone, tra fisioterapisti, professionisti sanitari e studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. La mattinata è stata dedicata all’esplorazione delle basi neurobiologiche della relazione clinica, evidenziando i meccanismi fondamentali che regolano l’interazione tra operatore e paziente.
“Sono molto soddisfatta – ha commentato la presidente di OFI Umbria, Daniela Gaburri –. Il convegno ha offerto spunti preziosi su temi che spesso sembrano scontati, approfondendo strumenti e competenze fondamentali per rafforzare la relazione terapeutica, elemento determinante per il miglioramento degli esiti clinici”.
Tre sessioni mattutine hanno alternato contributi teorici e casi pratici, focalizzandosi su aspetti come:
- Effetti placebo e nocebo nella pratica clinica e il ruolo dei fattori di contesto
- Significato e valore del contatto fisico nella relazione terapeutica
- Importanza di una comunicazione efficace e gestione delle implicazioni emotive per paziente, famiglia e professionista
Secondo Federico Tulli, responsabile scientifico dell’evento e consigliere di OFI Umbria, questi aspetti, spesso considerati secondari, “sono parte integrante delle cure, in quanto modulano gli outcome di salute, soprattutto quelli soggettivi”.
La mattinata si è conclusa con un confronto a più voci sulla ‘relazione che cura’, durante il quale esperienze, idee e buone pratiche hanno ribadito l’importanza di una fisioterapia sempre più umana, consapevole e centrata sulla persona, in grado di migliorare significativamente la risposta terapeutica e la qualità dell’assistenza.
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