La Polizia di Stato di Perugia ha arrestato un cittadino ecuadoriano del 1989, denunciandolo per violazione delle prescrizioni della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. L’intervento della squadra volante della Questura è scattato dopo la ricezione di un alert in Sala Operativa, generato dall’attivazione del dispositivo di controllo elettronico antistalking. L’uomo, 37 anni, era stato rintracciato nelle adiacenze del condominio della vittima, dove aveva trascorso la notte dopo essere stato da lei volontariamente accolto.
L’alert in Sala Operativa e l’intervento degli agenti
Tutto ha avuto inizio con il segnale automatico trasmesso alla Sala Operativa della Questura di Perugia dal dispositivo di tracciamento indossato dal 37enne. Gli agenti della squadra volante, giunti presso l’abitazione della donna, hanno tentato ripetutamente di contattarla senza ottenere risposta. Dall’interno dell’appartamento proveniva tuttavia il segnale acustico del dispositivo antistalking, elemento che ha orientato immediatamente le ricerche.
I poliziotti hanno quindi esteso i controlli alle zone comuni del condominio e alle aree circostanti, individuando l’uomo nei pressi dei garage dello stabile.
Il braccialetto rimosso e i dispositivi nascosti in casa
Durante il controllo dell’indagato, gli agenti hanno accertato che il 37enne aveva rimosso il braccialetto elettronico senza danneggiarlo e che non aveva più con sé il dispositivo mobile di tracciamento. La successiva perquisizione nell’abitazione della vittima ha permesso di rinvenire entrambi gli strumenti, confermando che l’uomo vi aveva pernottato.
Dalle verifiche è emerso che la donna aveva volontariamente accolto il soggetto in casa propria, nonostante la misura cautelare in vigore gli vietasse espressamente di avvicinarsi a lei.
Arresto convalidato dal GIP: aggiunte nuove misure cautelari
Al termine delle operazioni di rito, il Pubblico Ministero di turno ha disposto il trattenimento del cittadino ecuadoriano presso le camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha convalidato l’arresto e, in aggiunta al già vigente divieto di avvicinamento, ha disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Denunciata anche la vittima per violazione della misura cautelare
L’aspetto più delicato della vicenda riguarda il comportamento della persona offesa. In ragione dell’accoglienza volontariamente prestata all’uomo nonostante il divieto giudiziario in vigore, anche la donna è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per il reato di violazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento. Si tratta di un’ipotesi applicativa che si verifica quando la stessa vittima contribuisce attivamente alla violazione del provvedimento di protezione emesso a suo favore, rendendo inefficace lo strumento cautelare disposto dal giudice.
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