L’export continua a rappresentare uno dei principali motori della manifattura umbra. A evidenziarlo è Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, che ha presentato i dati della nuova ricerca realizzata insieme al centro studi Sintesi sull’andamento dell’internazionalizzazione delle imprese regionali.
“L’export si conferma un traino fondamentale per la crescita della manifattura umbra”, ha spiegato Carloni. “Lo dimostrano i dati degli ultimi dieci anni e, nonostante i dazi Usa, anche quelli del 2025, pur con alcune eccezioni importanti”.
Export umbro in aumento nel 2025
Secondo i dati emersi dal report, nel 2025 l’export regionale è cresciuto dello 0,5%, nonostante le difficoltà generate dai dazi commerciali introdotti dagli Stati Uniti e dalle incertezze internazionali.
A soffrire maggiormente sono stati i comparti della metallurgia e della chimica, che hanno registrato una flessione complessiva del 6,3%.
“Le tensioni internazionali e i conflitti in corso rischiano però di pesare sul 2026”, ha sottolineato Carloni, facendo riferimento soprattutto alle criticità in Medio Oriente e ai possibili effetti sull’energia e sui traffici commerciali globali.
In dieci anni export cresciuto del 59%
L’analisi evidenzia una crescita molto significativa dell’export umbro nell’ultimo decennio. Tra il 2015 e il 2025 le esportazioni regionali sono aumentate del 59%, dato superiore anche alla media nazionale ferma al 56%.
Tra i settori più dinamici spiccano:
- Agroalimentare: +113%
- Moda: +86%
- Mezzi di trasporto: +77%
- Macchinari: +56%
Anche metallurgia e chimica, nonostante il rallentamento dell’ultimo anno, mantengono un saldo positivo nel lungo periodo.
Germania, Usa e Francia i principali mercati
Nel 2025 l’Umbria ha esportato beni e servizi per 5,8 miliardi di euro. Oltre la metà delle esportazioni, pari al 57,6%, è stata destinata ai Paesi dell’Unione Europea.
Tra i principali mercati di riferimento figurano:
- Germania: 15,2%
- Stati Uniti: 12,7%
- Francia: 9,4%
- Spagna: 7,7%
Particolarmente significativa la crescita registrata negli ultimi anni verso gli Stati Uniti (+96%) e verso alcuni mercati emergenti come:
- Emirati Arabi: +248%
- Canada: +187%
- Corea del Sud: +115%
- Taiwan: +365%
“Servono nuovi mercati per il futuro”
Secondo CNA Umbria, il futuro dell’export regionale passerà necessariamente dall’apertura verso nuovi mercati internazionali. “Bisogna intensificare gli sforzi per trovare nuovi sbocchi commerciali per le imprese umbre”, ha spiegato Carloni.
Tra le aree considerate strategiche emergono Giappone, Canada, Corea del Sud, India, America Latina, Australia e Africa orientale. Proprio in questa direzione si inserisce la country presentation dedicata al Giappone organizzata con Regione Umbria, Camera di Commercio e Ice Tokyo.
“Va rafforzato il progetto regionale per l’export”
Carloni ha poi ribadito la necessità di costruire una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e associazioni di categoria. “Serve un progetto regionale per rafforzare l’export umbro”, ha dichiarato. “Occorrono missioni internazionali, partecipazioni alle fiere di settore e momenti di approfondimento sui mercati di libero scambio”.
Infine, CNA Umbria ha chiesto alla Regione di accelerare la pubblicazione del bando Fiere 2026, considerato uno strumento importante per sostenere la presenza delle imprese umbre sui mercati internazionali.
“Far crescere l’export significa far crescere la manifattura regionale e il Made in Italy umbro”, ha concluso Carloni.
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