Mothers’ Index 2026, l’Umbria perde posizioni nella classifica di Save The Children

Il Cuore verde scende al settimo posto in Italia: pesano lavoro, servizi e calo demografico

Neo mamma

L’Umbria arretra nella classifica nazionale del Mothers’ Index 2026, l’indice elaborato da Save The Children in collaborazione con Istat e contenuto nell’undicesimo rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026”. La regione perde tre posizioni rispetto all’anno precedente e si colloca ora al settimo posto con un punteggio complessivo pari a 103,517.

Il dato conferma un andamento altalenante per il Cuore verde negli ultimi anni: dopo il sesto posto del 2022 e il nono del 2023, l’Umbria aveva raggiunto il quarto posto nel 2024, prima della nuova discesa registrata nell’ultima rilevazione riferita al 2025.

Rappresentanza femminile, l’Umbria resta prima in Italia

Tra i sette ambiti analizzati dal rapporto, l’Umbria continua a distinguersi nel settore della rappresentanza politica femminile. La regione conquista infatti il primo posto a livello nazionale con un punteggio di 145,586, confermando la più alta partecipazione delle donne negli organi politici locali.

Il Mothers’ Index prende in esame sette aree fondamentali per valutare la condizione delle madri: demografia, lavoro, rappresentanza, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza, attraverso un sistema composto da 14 indicatori.

Nonostante il primato nella rappresentanza, emergono però criticità in diversi altri settori.

Lavoro e servizi restano i punti deboli

Sul fronte occupazionale, l’Umbria si ferma al quattordicesimo posto con un indice pari a 83,952, evidenziando difficoltà ancora presenti nella conciliazione tra maternità e lavoro.

Anche i servizi dedicati all’infanzia mostrano margini di miglioramento. La regione occupa il quindicesimo posto per disponibilità di servizi scolastici e tempo pieno con un punteggio di 102,046.

Per quanto riguarda nidi e servizi integrativi, riferiti all’anno educativo 2023-2024, l’Umbria registra comunque dati superiori alla media nazionale: sono disponibili 20,3 posti ogni 100 bambini nel settore pubblico e 28,1 nel privato, superando il dato medio italiano del 31,6% di presa in carico complessiva.

Demografia, il dato più critico per il Cuore verde

L’aspetto più problematico riguarda l’andamento demografico. L’Umbria scivola infatti dal sedicesimo posto del 2024 al diciottesimo nel 2025, con un indice pari a 88,000.

Anche il tema della protezione delle donne vittime di violenza evidenzia criticità: il territorio regionale si posiziona al dodicesimo posto per presenza di centri antiviolenza e case rifugio.

Più positiva invece la situazione relativa alla salute, ambito nel quale l’Umbria conquista l’ottavo posto nazionale con un punteggio di 104,956, mentre per soddisfazione personale e qualità del tempo libero le donne umbre si collocano al nono posto.

Il quadro nazionale peggiora nel 2025

Il rapporto di Save The Children evidenzia un lieve peggioramento anche a livello nazionale. L’indice italiano passa infatti da 102,635 del 2024 a 101,460 nel 2025.

A incidere maggiormente sul calo sono soprattutto i dati relativi a lavoro, salute e demografia. In particolare, il settore occupazionale rappresenta il punto più critico: nel 2025 l’Italia scende a 88,3 punti, con una perdita di oltre nove punti rispetto all’anno precedente.

Il Mothers’ Index conferma così le difficoltà ancora presenti nel garantire alle madri condizioni equilibrate tra lavoro, servizi, qualità della vita e sostegno familiare.

Redazione

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