Controllo Colacem: offerta da 450 milioni per Financo

Carlo Colaiacovo punta al 75% della holding tra prestiti bancari e battaglie legali

Carlo Colaiacovo

Si avvicina un passaggio decisivo nella lunga vicenda societaria della famiglia Colaiacovo. Il patron Carlo Colaiacovo ha esercitato il diritto di prelazione presentando un’offerta da 450 milioni di euro per acquisire il 25% detenuto dal nipote Giuseppe nella holding Financo, cuore del gruppo Colacem. Con questa operazione, la sua quota complessiva salirebbe al 75%, consolidando una posizione di controllo.

L’operazione, pur avviata, non è ancora formalmente conclusa. Il closing resta subordinato al pronunciamento del tribunale, chiamato a esprimersi sulla legittimità della prelazione entro la fine di aprile. Solo dopo questo passaggio si potrà considerare definitivo il cambio degli equilibri societari.

Il ruolo del finanziamento e delle alleanze

Per sostenere l’acquisizione, una parte rilevante delle risorse proverrebbe da un finanziamento esterno. Circa 380 milioni di euro arriverebbero dalla banca francese Natixis, contribuendo in maniera determinante alla copertura dell’operazione. Il restante importo sarebbe garantito anche grazie al supporto di Ubaldo Colaiacovo, che recentemente ha ottenuto liquidità dalla cessione della propria partecipazione in Ecosuntek.

Nel quadro complessivo, emergono anche altre presenze finanziarie. Secondo indiscrezioni, Gianluca Vacchi potrebbe contribuire con circa 70 milioni, pur non assumendo un ruolo diretto nella gestione. Il valore di riferimento dell’operazione deriva da una precedente proposta avanzata da Eques, società legata allo stesso Vacchi e a Brunello Cucinelli, che aveva stimato Financo circa 1,6 miliardi di euro.

Fine di uno stallo societario durato anni

L’accordo rappresenta una possibile uscita da una situazione di blocco che aveva paralizzato la governance della holding. Le quote erano infatti divise equamente tra due schieramenti familiari, ciascuno con il 50%, rendendo impossibile l’approvazione dei bilanci e aprendo il rischio di interventi esterni.

Il mancato via libera a due esercizi consecutivi aveva portato a tensioni crescenti e a richieste di liquidazione, poi sfociate nella soluzione attuale: la cessione del 25% in tempi rapidi, come garantito anche in sede giudiziaria.

Una storia familiare lunga oltre vent’anni

Le radici del conflitto risalgono a dinamiche familiari complesse. Financo è storicamente suddivisa tra i quattro rami dei fratelli fondatori – Franco, Pasquale, Giovanni e Carlo – ciascuno titolare di una quota del 25%. Nel tempo, le partecipazioni sono passate agli eredi, generando nuovi equilibri e rivalità.

Un momento chiave è stato il ritorno dagli Stati Uniti di Giuseppe Colaiacovo nei primi anni Duemila, episodio che avrebbe segnato l’inizio di una contrapposizione interna con Carlo. Da allora, la gestione della holding è stata segnata da contenziosi, ricorsi e scontri strategici, trasformando la vicenda in una lunga disputa familiare.

Il peso economico del gruppo Colacem

Il gruppo, evoluzione di un’attività nata nel settore delle mattonelle, è oggi una realtà industriale articolata. Nel 2023 ha raggiunto un fatturato di circa un miliardo di euro, con interessi che spaziano dal cemento all’hotellerie, passando per attività agricole e infrastrutture come un autodromo.

Prospettive dopo il verdetto del tribunale

La decisione attesa nelle prossime settimane sarà determinante per definire il futuro della governance. Se la prelazione verrà confermata, Carlo Colaiacovo rafforzerà il controllo, chiudendo una fase di incertezza che si protrae da oltre due decenni.

Il passaggio rappresenta un momento cruciale non solo per la famiglia, ma anche per il gruppo industriale, che potrebbe così ritrovare stabilità decisionale e continuità gestionale.

Redazione

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