La città di Perugia ha celebrato oggi, sabato 25 aprile 2026, l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo con una serie di cerimonie istituzionali che hanno coinvolto diversi luoghi simbolo del capoluogo umbro, alla presenza delle principali autorità civili e militari. Le iniziative si sono svolte tra il civico cimitero, Borgo XX Giugno e via Masi, per poi proseguire nel pomeriggio con ulteriori appuntamenti commemorativi.
Le celebrazioni hanno preso avvio in mattinata presso il civico cimitero, dove sono state deposte corone d’alloro al Sacello dei Caduti e sulle tombe delle medaglie d’oro della Resistenza. Il corteo, accompagnato anche da volontarie del progetto “Memoria digitale”, ha reso omaggio a figure simbolo come Rodolfo Betti, Elettra Gonnelli, Gino Scaramucci, Primo Ciabatti e Raffaele Rossi. Un momento solenne dedicato alla memoria di chi ha contribuito alla liberazione del Paese, nel segno della continuità tra passato e presente.
Successivamente, le autorità si sono spostate in Borgo XX Giugno, dove si è svolta la commemorazione dei patrioti fucilati dai nazifascisti. In questo contesto hanno preso la parola la partigiana Mirella Alloisio e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi. “Per me – quella di oggi – è la data più importante del nostro calendario”, ha affermato Alloisio, sottolineando il valore della democrazia e la presenza significativa delle nuove generazioni.
Particolarmente articolato il discorso della sindaca Ferdinandi, che ha richiamato il significato attuale della ricorrenza: “Il 25 aprile non è un altare, è una scelta”, ha dichiarato, evidenziando come la Liberazione rappresenti un momento fondativo basato sul coraggio di chi ha deciso “di non avere più paura”. Nel suo intervento, la prima cittadina ha ribadito che l’antifascismo costituisce il fondamento della democrazia italiana, definendolo una realtà storica e politica che non può essere ridimensionata o relativizzata.
Nel corso dell’intervento sono stati affrontati anche temi contemporanei, tra cui i conflitti internazionali e il ruolo della memoria storica nel presente. “La libertà non è mai una conquista definitiva”, ha sottolineato Ferdinandi, richiamando la necessità di un impegno costante nella difesa dei diritti, della pace e della dignità umana. Ampio spazio è stato dedicato anche al contributo delle donne nella Resistenza e al valore del loro impegno nella costruzione della Repubblica.
Le celebrazioni sono poi proseguite in via Masi, presso il monumento dell’Ara Pacis, dove è stato reso omaggio a tutti i caduti in guerra con una nuova deposizione di corone d’alloro. Anche in questo caso, la partecipazione delle istituzioni ha sottolineato il carattere unitario della commemorazione.
Tra le autorità presenti figuravano la sindaca Vittoria Ferdinandi, il prefetto Francesco Zito, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, rappresentanti della Provincia e del Consiglio comunale, oltre a numerosi esponenti istituzionali e politici del territorio.
Nel pomeriggio, le iniziative sono proseguite ai giardini del Frontone, con l’inaugurazione di una targa commemorativa dedicata alle vittime LGBTQIA+ del nazifascismo, ampliando ulteriormente il significato inclusivo della memoria storica legata alla Liberazione
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.








