In Umbria, e in particolare a Perugia, si registra un ampio consumo di sostanze stupefacenti che coinvolge non solo i giovani ma una fascia più estesa della popolazione. A lanciare l’allarme è il procuratore Raffaele Cantone, che lascia la guida della procura per assumere il nuovo incarico a Salerno. Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria, Cantone ha tracciato un bilancio della sua esperienza, evidenziando come il territorio umbro presenti un alto livello di legalità, ma allo stesso tempo nuove criticità legate alla criminalità organizzata straniera, in particolare nel settore dello spaccio di droga.
Mafie dello spaccio e strutture organizzate
Secondo il magistrato, in Umbria operano organizzazioni riconducibili a gruppi albanesi e nigeriani, che mostrano caratteristiche tipiche delle strutture mafiose. “Soprattutto due realtà, quella albanese e quella nigeriana, sono vere e proprie strutture mafiose”, ha dichiarato Cantone, sottolineando come queste organizzazioni siano fortemente strutturate e collegate a reti internazionali.
A differenza delle mafie tradizionali, queste realtà non si distinguono per azioni violente eclatanti, ma per una presenza silenziosa e radicata, capace di inserirsi nel tessuto economico e sociale senza generare allarme immediato. Lo spaccio rappresenta l’attività principale, ma non l’unica.
Infiltrazioni nel tessuto economico
L’analisi evidenzia anche una progressiva penetrazione nel sistema economico locale. In particolare, sono emersi dati rilevanti sulle imprese riconducibili a cittadini albanesi, soprattutto nel settore edilizio.
Cantone ha spiegato che, pur non trattandosi necessariamente di fenomeni di riciclaggio, si è sviluppato un sistema di rete tra connazionali, in grado di offrire supporto logistico e operativo a chi arriva sul territorio. “Qui arrivano persone a fare gli spacciatori per tre mesi: sanno dove trovare la casa, hanno la macchina a disposizione, il cellulare e purtroppo l’assistenza legale”, ha affermato il procuratore.
Questo modello organizzativo favorisce una presenza stabile e strutturata, rendendo più complessa l’attività di contrasto.
Un fenomeno silenzioso ma radicato
Uno degli elementi più rilevanti sottolineati dal procuratore riguarda la capacità di queste organizzazioni di integrarsi senza creare conflitti visibili. L’assenza di episodi violenti o eclatanti contribuisce a mantenere un basso livello di percezione del rischio tra i cittadini.
Tuttavia, secondo Cantone, proprio questa caratteristica rappresenta un elemento di forza: le organizzazioni riescono a occupare spazi nel mercato illegale e in alcuni settori economici, approfittando di un contesto in cui non esistono forti presenze criminali autoctone.
Legalità e criticità del sistema umbro
Nel suo bilancio complessivo, Cantone ha ribadito che l’Umbria resta una regione con standard elevati di vivibilità e legalità, respingendo rappresentazioni distorte del territorio. Allo stesso tempo, ha invitato a non sottovalutare i segnali emergenti, legati in particolare alla diffusione della droga e alla crescita di organizzazioni criminali straniere.
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