I lavoratori della sanità privata dell’Umbria scendono in piazza oggi a Roma, partecipando allo sciopero nazionale indetto dalle Federazioni Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per denunciare un blocco contrattuale che dura ormai da 16 anni. Le mancanze salariali e le condizioni di lavoro che si sono venute a creare sono ormai insostenibili per oltre 3.500 lavoratrici e lavoratori nel territorio regionale. Questi professionisti operano in una varietà di settori, tra cui ospedali privati, case di cura, residenze per anziani, ambulatori e strutture diagnostiche, ma sono da anni privi di un adeguato riconoscimento contrattuale e salariale.
Una crisi che coinvolge migliaia di lavoratori umbri
Secondo quanto dichiarato dai segretari generali delle federazioni regionali, Desirè Marchetti, Marcello Romeggini e Jacky Mariucci, i lavoratori della sanità privata in Umbria sono professionisti altamente qualificati: infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari, amministrativi, ma anche personale impegnato in ambiti delicati come strutture riabilitative e residenze per disabili. Nonostante il loro impegno quotidiano nel garantire assistenza e cure sanitarie pubbliche ai cittadini umbri, i contratti di questi lavoratori sono scaduti da più di 16 anni, e gli stipendi sono rimasti cristallizzati nel passato. La loro situazione contrattuale non riflette più le responsabilità professionali richieste dalle loro mansioni.
Il divario salariale con i colleghi del settore pubblico
Un altro punto cruciale sollevato dalle federazioni sindacali è la frammentazione dei contratti collettivi all’interno della sanità privata umbra. Molti di questi contratti sono scaduti da oltre dieci anni, creando una disparità salariale con i colleghi che operano nel settore pubblico e svolgono le stesse mansioni. Questo divario è stato alimentato da scelte aziendali che, secondo i sindacati, hanno scaricato sui lavoratori il costo della competitività, creando una situazione di dumping salariale che penalizza chi lavora per le strutture private convenzionate.
Le richieste dei sindacati per il settore sanitario
Tra le principali richieste dei sindacati c’è il rinnovo immediato di tutti i contratti scaduti, con un adeguamento salariale che tenga conto dell’inflazione degli ultimi anni e del recupero del potere d’acquisto. Inoltre, i lavoratori chiedono stipendi adeguati alle responsabilità professionali, che riconoscano le competenze, le specializzazioni e l’aggiornamento professionale costante richiesto nel settore sanitario. I sindacati chiedono anche un miglioramento delle condizioni di lavoro, con turni sostenibili, adeguati riposi e una gestione del personale che tuteli la salute e il benessere dei lavoratori.
Le condizioni di lavoro da migliorare
Inoltre, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sottolineano l’importanza di un aggiornamento della cornice normativa contrattuale, che allinei gli istituti e le tutele a quelli previsti nel settore pubblico. La situazione è aggravata dalla cronica carenza di organici e dall’assenza di investimenti nel settore sanitario privato, con conseguenti carichi di lavoro insostenibili. Infine, viene ribadita l’importanza di garanzie occupazionali e di stabilità, per contrastare il precariato che affligge molte realtà sanitarie private in Umbria.
Appello alle istituzioni e alle associazioni datoriali
I sindacati lanciano anche un appello a tutte le associazioni datoriali, alle strutture sanitarie private convenzionate, alla Regione Umbria e al Governo nazionale, affinché intervengano con decisione per porre fine a una situazione che non è più tollerabile. La sanità pubblica, infatti, viene erogata anche grazie al lavoro dei professionisti del privato convenzionato, e non può più continuare a fondarsi su tagli ai costi del personale.
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