Con una lettera aperta, il Sindaco di Monteleone di Spoleto, Marisa Angelini, ha denunciato la chiusura dell’unico sportello Bancomat presente nel comune, un servizio che, dopo la chiusura della filiale bancaria circa quindici anni fa, era rimasto l’unico presidio finanziario per la comunità locale. La chiusura di questo servizio, deciso unilateralmente senza alcuna comunicazione preventiva con l’Amministrazione comunale, rappresenta un segnale di abbandono delle aree interne, e non solo per Monteleone di Spoleto, ma per tutto il territorio montano.
La protesta e le richieste delle istituzioni locali
Angelini ha sottolineato che la decisione di chiudere lo sportello Bancomat è ancora più incomprensibile considerando che il Comune aveva messo a disposizione gratuitamente un locale per garantire il servizio. La sindaca ha poi evidenziato come questa chiusura vada contro i principi della Costituzione italiana, che tutela l’uguaglianza sostanziale e riconosce la necessità di valorizzare le zone montane e contrastare lo spopolamento.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha ricordato la sindaca, destina risorse per la coesione territoriale e per il rilancio delle aree interne, ma questa scelta di soppressione dei servizi essenziali risulta in contraddizione con gli obiettivi di coesione e sostenibilità sociale ed economica.
Il valore delle comunità montane
Nel suo intervento, Angelini ha sottolineato che chi vive e lavora nelle aree interne non solo svolge un’attività economica, ma una funzione pubblica, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia del territorio e alla protezione dell’ambiente. Le comunità montane sono impegnate nella cura dei sistemi boschivi, nella protezione della biodiversità e nella prevenzione del dissesto idrogeologico, attività che hanno un valore collettivo riconosciuto anche a livello europeo.
La desertificazione dei servizi
Angelini ha affermato che la desertificazione dei servizi non è un problema solo locale, ma nazionale. La chiusura dei servizi essenziali, come il Bancomat, contribuisce all’abbandono delle aree interne, accentua squilibri territoriali, e favorisce l’accrescersi della pressione sulle aree urbane. Questo processo aggrava le disuguaglianze sociali e rende inefficaci le politiche di contrasto allo spopolamento.
Le richieste concrete
A seguito di questa situazione, il Sindaco Angelini ha avanzato una serie di richieste alle istituzioni regionali e nazionali:
- Attivare strumenti normativi e finanziari per garantire i servizi essenziali nelle aree interne, anche attraverso compensazioni e obblighi di servizio per gli enti privati.
- Chiedere a UNCEM di farsi promotrice di un’iniziativa nazionale sul tema della desertificazione bancaria e dei servizi essenziali nelle aree montane.
- Invitare gli istituti bancari a operare in coerenza con i principi di responsabilità sociale d’impresa, evitando scelte che aggravano le disuguaglianze territoriali.
- Sollecitare gli organi di informazione a dare visibilità a una questione che riguarda il futuro del Paese.
Un appello al cambiamento
Angelini ha concluso il suo intervento ribadendo che le montagne e i piccoli Comuni non devono essere considerati margini da cui ritirarsi, ma presìdi fondamentali per l’equilibrio ambientale, sociale ed economico dell’Italia. Invertire questa tendenza, ha affermato, è un dovere, prima ancora che una scelta politica.
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