La magistratura contabile dell’Umbria ha acceso un faro sulla sanità regionale in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, tracciando un bilancio articolato che alterna elementi positivi a criticità strutturali che potrebbero pesare sulla spesa pubblica nei prossimi anni. A tenere la relazione è stato Paolo Peluffo, presidente della Sezione di controllo per l’Umbria della Corte dei conti, il quale ha delineato un quadro che premia la regione nelle performance di sistema, ma lancia un’allerta sulle tendenze comportamentali della popolazione.
Luci e ombre: eccellenza in prevenzione, ma stili di vita in declino
Il giudizio complessivo sull’area di prevenzione è definito eccellente, mentre le aree distrettuale e ospedaliera registrano risultati soddisfacenti. Tuttavia, è proprio nell’ambito della prevenzione che emerge la contraddizione più rilevante: “L’indicatore aggregato di stili di vita risulta in rapido peggioramento, e crea le premesse per spese aggiuntive nel futuro.”
Il deterioramento dei comportamenti legati alla salute — dall’alimentazione all’attività fisica, passando per il consumo di sostanze — rischia dunque di tradursi in un aggravio economico per il sistema sanitario regionale nel medio-lungo periodo, vanificando parzialmente i progressi raggiunti sul piano strutturale.
La sovraprescrizione di antibiotici: un fenomeno da spiegare
Tra i dati negativi segnalati da Peluffo spicca quello relativo alla sovraprescrizione di antibiotici, definita “assai negativa”. Il presidente della Sezione ha tuttavia precisato che tale fenomeno “dovrebbe trovare una spiegazione nel sistema di medici di medicina generale“, aggiungendo che quest’ultimo “appare al momento in una situazione non critica, in termini numerici”. Un chiarimento che non attenua la preoccupazione per l’uso improprio degli antibiotici, fenomeno che a livello nazionale e internazionale è associato all’insorgenza di resistenze batteriche con ricadute sanitarie potenzialmente gravi.
Servizio 118: miglioramento significativo tra 2022 e 2023
Sul versante delle emergenze territoriali, arriva invece un segnale incoraggiante. Peluffo ha evidenziato “il significativo miglioramento tra il 2022 e il 2023 per l’intervallo ‘allarme-target'”, l’indicatore che misura i tempi di risposta del servizio 118 dall’attivazione dell’allarme al raggiungimento del paziente. Un dato che fotografa un’evoluzione positiva nella catena dell’emergenza-urgenza sul territorio umbro.
Anziani e frattura del femore: risultato insufficiente, lieve miglioramento
Rimane invece problematico il dato sugli interventi d’urgenza per la rottura del femore negli anziani, giudicato “insufficiente” pur registrando un lieve miglioramento. La tempestività chirurgica in caso di frattura del collo del femore è un indicatore ritenuto cruciale dalla letteratura medica per ridurre mortalità, complicanze e tempi di degenza, con effetti diretti anche sui costi ospedalieri.
Oltre 2 miliardi di spesa: il controllo non si ferma ai numeri
Un passaggio centrale della relazione riguarda il peso finanziario della sanità nel bilancio regionale. La spesa sanitaria “assorbe in Umbria, come nella gran parte delle amministrazioni regionali, più del 67% della spesa impegnata, superando i 2 miliardi”. Di fronte a risorse di tale entità, Peluffo ha sottolineato che l’analisi contabile non può essere fine a se stessa: “Non ci si può fermare al dato contabile, la cui analisi è funzionale a procedere indagando economicità, efficacia ed efficienza.”
Il presidente ha quindi indicato tre pilastri del controllo che la magistratura contabile si prefigge di verificare nel tempo: se la spesa ha effettivamente generato servizi di qualità, se questi sono stati prodotti “senza sprechi, con una qualità percepita dagli utenti, nei tempi che i cittadini hanno il diritto di attendersi.”
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