Il recente cambiamento nelle interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate sul Superbonus rafforzato per le aree colpite dal terremoto del 2016 sta creando preoccupazione tra i proprietari di immobili e le imprese impegnate nella ricostruzione. A lanciare l’allarme è Ance Perugia, attraverso il suo presidente Giacomo Calzoni, che mette in evidenza le gravi ripercussioni della risoluzione 66/E del 13 novembre. La modifica riguardante la procedura per accedere al Superbonus rischia di ostacolare la ripartenza delle zone devastate dal sisma.
Cosa cambia nelle modalità di accesso al Superbonus?
La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che per rinunciare al contributo pubblico destinato alla ricostruzione non sarà più sufficiente una semplice dichiarazione formale. Sarà necessario che il professionista presenti inizialmente la domanda di contributo per la ricostruzione, che deve essere ufficialmente accettata, prima di poter procedere alla rinuncia. Questo nuovo requisito modifica una prassi consolidata che finora aveva consentito un processo più snello per ottenere il Superbonus raddoppiato, un incentivo pensato per accelerare la ricostruzione nelle aree terremotate. Fino ad ora, bastava la sola rinuncia al contributo per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale, come indicato anche nella guida congiunta dell’Agenzia delle Entrate e del Commissario Straordinario per la Ricostruzione.
Gli effetti sulle imprese e sulla ricostruzione
Il cambiamento delle regole arriva a ridosso delle scadenze cruciali del 31 dicembre 2025, termine entro il quale devono essere rendicontate le spese sostenute per accedere al Superbonus rafforzato. Secondo Ance Perugia, le nuove disposizioni potrebbero bloccare l’avvio di nuovi cantieri e generare incertezze per quelli già avviati. Inoltre, chi ha già beneficiato del Superbonus sulla base delle vecchie indicazioni, ora si trova in difficoltà nel cedere i crediti fiscali accumulati, dovendo fare i conti con un quadro normativo improvvisamente cambiato. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che l’introduzione di questa modifica burocratica avviene in un periodo delicato, con il rischio che l’intero processo di ricostruzione subisca un rallentamento significativo.
Un passo indietro nella semplificazione?
Secondo Giacomo Calzoni, l’obbligo di ottenere una conferma formale dagli Uffici speciali per la ricostruzione, su edifici già danneggiati e certificati, rappresenta un ulteriore inutile passaggio burocratico in un contesto già complesso. Questo, secondo l’associazione, complica ulteriormente il lavoro degli uffici e dei professionisti, bloccando di fatto l’avanzamento dei lavori. Le perplessità riguardano anche il tempismo della decisione, che arriva a ridosso di un termine cruciale, creando confusione e incertezze tra le imprese e i cittadini.
Un appello urgente al Governo e alle amministrazioni locali
Ance Perugia fa appello al Governo nazionale e alle amministrazioni regionali, in particolare quelle dell’Umbria e delle altre zone colpite dal sisma, affinché intervengano tempestivamente per risolvere questa situazione. L’associazione chiede che venga ripristinata la possibilità di accedere al Superbonus rafforzato sulla base della semplice rinuncia formale al contributo pubblico, oppure che vengano individuate soluzioni immediate per superare questa fase di stallo. Se la situazione dovesse persistere, i danni per la ricostruzione e per l’attività delle imprese potrebbero essere gravi e difficili da recuperare.
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