L’inchiesta della Procura di Perugia sul vasto traffico internazionale di eroina e cocaina gestito da una rete legata ai Casalesi conosce un nuovo capitolo, con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Napoli nei confronti di due fratelli originari di Casal di Principe, uno già detenuto e l’altro fino a poche ore fa in libertà. Le accuse riguardano la presunta induzione a non rendere dichiarazioni, o a renderle mendaci, aggravata dal contesto mafioso, in relazione alle pressioni esercitate su un collaboratore di giustizia ritenuto figura chiave del procedimento.
Le misure adottate dalla magistratura arrivano al termine di un lungo lavoro investigativo dei Carabinieri di Perugia, che da mesi operano all’interno di un articolato fascicolo aperto sulla gestione del narcotraffico tra Olanda e Italia. Le prime crepe nel sistema criminale emersero nel marzo 2023, quando un corriere fu arrestato al traforo del Fréjus con 35 chili di cocaina ed eroina purissime, nascosti all’interno del ruotino di scorta. Dopo l’arresto, l’uomo decise di collaborare con gli inquirenti, descrivendo una rete ben strutturata che riforniva le piazze di spaccio umbre e diverse altre città italiane.
Le informazioni fornite dal pentito si rivelarono decisive. I militari individuarono fornitori stranieri, basi logistiche e modalità di trasporto, tra cui un’abitazione gestita da cittadini nigeriani utilizzata come deposito e punto di smistamento. Le sostanze stupefacenti sarebbero state trasportate dall’estero all’interno di pneumatici, per poi essere consegnate agli acquirenti, spesso provenienti da altre regioni. Parallelamente, diversi corrieri — tra cui due cittadini portoghesi fermati a Perugia con oltre 11 kg di stupefacenti — vennero arrestati, contribuendo a consolidare il quadro investigativo.
Tra ottobre 2023 e la primavera successiva, il collaboratore di giustizia aveva descritto dodici viaggi effettuati tra Olanda e Italia, con quantitativi variabili tra i dieci e i venti chili per volta. Un racconto che portò gli investigatori a individuare un esponente apicale del clan dei Casalesi, ritenuto collegamento diretto per il trasporto e la distribuzione delle sostanze sul territorio nazionale. Nell’aprile 2024 scattò così una prima misura cautelare, che condusse in carcere diversi soggetti riconducibili ai traffici, alcuni dei quali avrebbero poi scelto di collaborare.
È in questa fase che prende corpo il nuovo filone investigativo. Tra maggio 2024 e giugno 2025, il presunto esponente dei Casalesi già detenuto avrebbe scritto otto lettere, manoscritte e dattiloscritte, indirizzate al collaboratore di giustizia. Il contenuto, ritenuto intimidatorio dagli inquirenti, aveva lo scopo di indurlo al silenzio, oppure a modificare versioni potenzialmente dannose per il clan all’interno del procedimento perugino sul traffico internazionale di stupefacenti. Secondo la Procura di Napoli, le missive sarebbero arrivate a destinazione grazie al coinvolgimento del fratello libero, che avrebbe avuto il compito di farle recapitare al destinatario.
Le lettere costituirebbero un tentativo di condizionamento diretto, volto a ostacolare la ricostruzione dei fatti e la collaborazione con la magistratura. Di qui l’emissione dell’ordinanza cautelare per entrambi i fratelli, portata a termine nelle ultime ore tra Casal di Principe e Voghera.
Come precisato dagli organi giudiziari, il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Il provvedimento cautelare è stato disposto nell’ambito di un contraddittorio limitato, e sarà il giudice del processo a esprimersi sulla sussistenza o meno delle responsabilità contestate.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.