Giornalisti in sciopero il 28 novembre: “Il nostro lavoro vale, basta sfruttamento”

La protesta nazionale della Fnsi contro il blocco del contratto e l’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale nelle redazioni. In Umbria confronto su lavoro, dignità e innovazione

Il prossimo 28 novembre i giornalisti italiani incroceranno le braccia per lo sciopero generale nazionale proclamato dalla Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana). Anche l’Associazione Stampa Umbra (Asu) ha annunciato la propria piena adesione alla mobilitazione, che si preannuncia una delle più importanti degli ultimi anni nel settore dell’informazione.

Al centro della protesta c’è la rivendicazione di un contratto dignitoso, che riconosca il valore reale del lavoro giornalistico, in tutte le sue forme e modalità. “Il lavoro va pagato”, affermano i sindacati, “ai doveri devono corrispondere diritti. Altrimenti non è lavoro, è sfruttamento”.

Secondo la Fnsi e le Associazioni regionali di stampa, la situazione contrattuale è bloccata da mesi a causa della chiusura degli editori, che si rifiutano di trattare se non alle loro condizioni. La controparte non intende discutere né di adeguamento delle retribuzioni, né delle modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle redazioni, né del ruolo fondamentale del giornalismo nella democrazia italiana.

“Il nostro lavoro vale”, sottolineano i sindacati, ribadendo che la difesa del contratto non è solo una battaglia sindacale, ma anche una questione democratica, perché senza giornalismo libero e indipendente non può esserci una cittadinanza pienamente informata.

In questo contesto, oggi, 13 novembre, l’Umbria ospita un convegno promosso dall’Università Link sul tema dell’editoria e dell’informazione. Un’occasione utile, spiegano da Asu, per riflettere su due nodi cruciali della vertenza: come l’intelligenza artificiale sarà impiegata nel lavoro redazionale e quante risorse reali gli editori intendano destinare al lavoro umano e all’innovazione vera.

Nel frattempo, l’Associazione Stampa Umbra prosegue il proprio impegno per il settore a livello regionale. È in fase di definizione, infatti, una nuova legge per l’editoria in Umbria, frutto di un dialogo già avviato con la Regione e in stretta collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti. Il testo, ancora in bozza, sarà costruito su due pilastri fondamentali: lavoro e innovazione.

La nuova legge regionale dovrà sostenere l’occupazione regolare, contrastando il precariato dilagante, e dovrà incentivare l’aggiornamento tecnologico delle redazioni, per affrontare con strumenti adeguati le sfide del digitale e dell’intelligenza artificiale.

Il 28 novembre non sarà una giornata qualunque, concludono da Asu: “È una data che segna un punto di svolta, per difendere il nostro mestiere, i nostri diritti, e il diritto dei cittadini a un’informazione libera, di qualità e indipendente”.

Redazione

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