Il tessuto imprenditoriale umbro mostra segnali di reazione, ma la strada del recupero è ancora lunga. Nel terzo trimestre 2025 si registra un aumento del numero di imprese attive in Umbria rispetto al periodo aprile-giugno, con 132 aziende in più, per un totale di 90.440 unità iscritte al Registro camerale. Tuttavia, se si osserva l’andamento su base annuale, il quadro cambia: rispetto allo stesso periodo del 2024, il saldo è negativo di 648 imprese, pari a un calo dello 0,7%, peggiore rispetto alla flessione nazionale (-0,6%) e a quella del Centro Italia (-0,5%).
Il recupero, quindi, è reale ma parziale, e va letto come un tentativo del sistema produttivo regionale di uscire da una fase di difficoltà che ha caratterizzato il biennio precedente. I dati provengono dal report Movimprese di InfoCamere, piattaforma del sistema camerale italiano, e sono stati diffusi dalla Camera di Commercio dell’Umbria, che sottolinea come la tendenza trimestrale positiva vada comunque valorizzata, soprattutto alla luce del contesto nazionale che torna a rallentare dopo il rimbalzo della primavera.
Dieci anni di contrazione
Guardando al periodo 2015-2025, la fotografia è più nitida: l’Umbria ha perso 4.982 imprese in dieci anni, passando da 95.422 nel terzo trimestre del 2015 a 90.440 nel 2025, con una contrazione del 5,2%. Un dato superiore rispetto al calo medio nazionale (-3%) e a quello del Centro (-3,6%), che racconta le fragilità strutturali di un sistema economico messo alla prova da crisi globali, ma anche la capacità di adattamento di chi è rimasto, investendo in digitalizzazione e nuove forme organizzative.
Società di capitale in lieve crescita
Un segnale incoraggiante arriva dalle società di capitale, considerate un indicatore di solidità del sistema imprenditoriale. Nel trimestre luglio-settembre 2025 l’Umbria ne conta 25.907, pari al 28,6% del totale. Sebbene ancora distante dalla media italiana (33,4%), la quota è in crescita rispetto ai trimestri precedenti, con 200 nuove società rispetto al secondo trimestre.
Il bilancio annuale resta però negativo: le società di capitale sono passate da 17.207 a 17.171, un calo lieve ma significativo, soprattutto perché evidenzia come le imprese umbre più strutturate fatichino a reggere il confronto nazionale, forse per una maggiore esposizione a settori colpiti duramente dalla pandemia o per una minore disponibilità di strumenti finanziari.
Nonostante ciò, nel lungo periodo il trend è positivo: nel 2015 le società di capitale rappresentavano il 21,5% del totale, oggi il 28,6%. Tuttavia, il gap con la media nazionale si è ampliato, passando dall’89,6% del dato italiano nel 2019 all’85,6% nel 2025, a testimonianza di un sistema ancora fortemente frammentato e dominato dalla microimpresa.
La composizione per forma giuridica
Nel terzo trimestre 2025, le imprese individuali restano la struttura portante dell’economia regionale, con 44.952 unità, pari al 49,7% del totale. Seguono le società di capitale (28,6%) e le società di persone, che rappresentano il 19% con 17.172 imprese. Chiudono il quadro altre forme giuridiche, pari al 2,7%.
L’intervento della Camera di Commercio
“L’Umbria sta reagendo”, ha dichiarato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, commentando i dati. “Il sistema produttivo regionale ha ritrovato un po’ di fiducia, ma serve continuità nel sostegno alle imprese, semplificazione amministrativa e maggiore accesso al credito”, ha affermato, sottolineando il ruolo dell’ente camerale nel valorizzare gli investimenti su qualità, digitalizzazione e capitale umano.
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