È stato presentato oggi, 9 settembre, il nuovo modello organizzativo regionale del Punto Unico di Accesso (PUA), durante l’evento “Il Punto Unico di Accesso: porta di ingresso all’integrazione sociosanitaria”, tenutosi presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica. Il progetto rappresenta un pilastro fondamentale del Piano Sociosanitario Territoriale e mira a rivoluzionare l’accesso ai servizi sanitari e sociali in Umbria, soprattutto per le fasce di popolazione più fragili.
L’obiettivo del PUA è quello di offrire ai cittadini un unico sportello di riferimento, superando la frammentazione dell’attuale sistema di accesso ai servizi. Un modello inclusivo, accessibile e integrato, che sarà operativo in tutte le Case della Comunità previste dal PNRR, diventando lo standard assistenziale regionale.
Un sistema a più livelli per una presa in carico completa
Il PUA funziona attraverso un’organizzazione su tre livelli, garantendo una risposta immediata e personalizzata per ogni tipo di bisogno:
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Il front office, primo punto di contatto, accoglie il cittadino e fornisce un primo orientamento grazie a personale amministrativo specializzato;
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Il back office di primo livello, composto da professionisti sanitari e sociali, approfondisce la richiesta per individuare il percorso assistenziale più adatto;
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Il back office di secondo livello prevede équipe multiprofessionali integrate – tra cui medici, pediatri, infermieri di comunità e assistenti sociali – che elaborano un Piano Assistenziale Individualizzato, con attenzione anche agli aspetti funzionali e sociali della persona.
Nei casi di maggiore complessità, viene attivata l’Unità di Valutazione Multidimensionale, che elabora progetti personalizzati a lungo termine, come i nuovi Progetti di Vita Individuali per le persone con disabilità, previsti dalla normativa nazionale.
Una rete che mette al centro il cittadino
Il nuovo modello cambia radicalmente il paradigma assistenziale: non è più il cittadino a doversi adattare alla burocrazia, ma è il sistema a organizzarsi in funzione della persona. Ogni domanda sarà accettata senza condizioni e gestita anche in assenza di documentazione completa o di una chiara definizione del bisogno. Questo approccio è pensato soprattutto per anziani, persone con disabilità, soggetti con disagio mentale o in condizioni di vulnerabilità.
“Il Punto Unico di Accesso, già avviato in alcune zone, sarà esteso a tutto il territorio umbro,” ha dichiarato la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. “È il risultato di un lavoro condiviso con tutte le componenti del sistema: zone sociali, direzioni sanitarie, distretti e professionisti”, ha aggiunto, sottolineando come il nuovo modello rappresenti un passo decisivo verso un sistema sanitario e sociale più vicino, umano ed efficiente.
Integrazione strutturale e tecnologica
Il PUA sarà pienamente integrato con la rete dei servizi territoriali: Centrali Operative Territoriali (COT), numero unico 116117, Unità di Continuità Assistenziale, ma anche con i servizi sociali dei Comuni e il terzo settore. Sarà inoltre previsto un PUA virtuale, supportato da una nuova identità visiva “Umbria in Salute”, per garantire l’accesso digitale ai servizi e rafforzare la comunicazione istituzionale.
Una giornata di confronto tra istituzioni e operatori
All’incontro hanno partecipato oltre 220 persone: rappresentanti delle aziende sanitarie regionali, professionisti del sistema sociosanitario, ordini professionali, enti del terzo settore e parti sociali. L’introduzione è stata affidata a Daniela Donetti, Direttrice regionale salute e welfare, mentre tra i relatori figurano:
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Costanza Spera (Assessora Comune di Perugia – ANCI Umbria)
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Valentina Battiston (Dirigente Regione Umbria)
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Emilio Paolo Abbritti (Direttore Distretto del Trasimeno)
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Emanuele Ciotti (Direttore Generale USL Umbria 1)
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Enrica Ricci, Dina Bugiantelli, Stefano Piccardi (Regione Umbria)
Verso un nuovo modello assistenziale regionale
Il PUA rappresenta uno dei principali strumenti di attuazione della riforma dell’assistenza territoriale, in linea con il DM 77/2022, e offre una risposta concreta alla crescente complessità dei bisogni di salute e benessere della popolazione.
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