Volo Lampedusa-Perugia dirottato su Roma: disagi e proteste dei passeggeri

Ritardi, scarsa comunicazione e un rientro da incubo: pensionati di Foligno chiedono il rimborso dopo l'odissea del 30 agosto

Un volo notturno previsto da Lampedusa a Perugia si è trasformato in un’esperienza esasperante per decine di passeggeri, costretti a un dirottamento imprevisto su Roma Fiumicino nella notte tra il 30 e il 31 agosto. Tra loro, una coppia di pensionati di Foligno con difficoltà motorie ha denunciato un ritorno da incubo, chiedendo il rimborso per le spese sostenute e per il disagio subito.

Secondo quanto ricostruito da Umbria24, l’aereo doveva partire alle 19:50 da Lampedusa, ma a causa di un ritardo iniziale di due ore e mezza, legato a un violento temporale che aveva colpito Perugia la mattina dello stesso giorno, il volo è decollato solo poco dopo le 23. Il maltempo aveva già causato uno slittamento del volo di andata, generando ritardi a catena sull’intera giornata operativa dell’aeromobile.

La criticità principale è sorta all’arrivo, quando l’aereo non ha potuto atterrare a Perugia per la chiusura della torre di controllo dello scalo umbro, gestita da Enav. La chiusura era stata posticipata fino all’1 di notte proprio per far fronte ai ritardi, ma all’orario previsto lo scalo ha comunque chiuso i servizi. Il volo, ancora in volo verso Perugia, è stato così costretto a cambiare destinazione e atterrare a Roma Fiumicino.

La comunicazione del cambio aeroporto è arrivata solo a ridosso dell’atterraggio, come hanno denunciato i passeggeri, alimentando ulteriori disagi. La coppia di Foligno ha raccontato di non aver ricevuto alcuna informazione preventiva e di aver scoperto del dirottamento solo quando l’aereo era ormai nei cieli della capitale.

L’azienda HelloFly, che opera la rotta Perugia-Lampedusa-Pantelleria, ha spiegato l’accaduto attraverso le parole del suo CEO, Teodosio Longo. Secondo quanto dichiarato, l’equipaggio contava di atterrare entro l’orario di apertura straordinaria della torre di controllo, in quanto la tratta dura circa due ore. Tuttavia, nonostante gli sforzi, l’aereo non è riuscito a raggiungere Perugia prima della chiusura dello scalo.

Una volta a terra, i passeggeri sono rimasti in attesa del pullman navetta diretto a Perugia fino alle 3 del mattino, ossia circa un’ora e mezza dopo l’atterraggio. Il trasferimento è poi proseguito su strada, con arrivo nella città umbra alle 5 del mattino, lasciando molti viaggiatori esausti e frustrati.

I due settantenni folignati si sono rivolti all’agenzia di viaggi che aveva organizzato la vacanza per avanzare formale richiesta di rimborso, chiedendo il risarcimento per il costo della corsa in taxi da Roma a Perugia, oltre che per i disagi fisici e psicologici patiti durante il rientro. Una richiesta che potrebbe aprire la strada a ulteriori rivendicazioni da parte di altri passeggeri coinvolti nella vicenda.

Redazione

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