Tensione alle stelle tra i docenti precari della provincia di Perugia, dopo la pubblicazione del bollettino zero, diffuso mercoledì sera alle 22. Il documento, che segna l’avvio delle nomine a tempo determinato per i posti di sostegno, ha confermato una tendenza già nota nel mondo della scuola: quasi la metà delle cattedre disponibili (43,74%) è stata assegnata con precedenza ai docenti riconfermati dalle famiglie, bypassando graduatorie e punteggi.
In cifre, si parla di 951 insegnanti su un totale di 2.174 che torneranno in servizio grazie alla richiesta di continuità espressa dalle famiglie degli alunni con disabilità. Il meccanismo è previsto dal Decreto Ministeriale n. 32 del 26 febbraio 2025, che attribuisce priorità assoluta alla reiterazione del docente dell’anno precedente, anche nel caso in cui il professionista non sia in possesso della specializzazione per il sostegno.
Una procedura che da un lato tutela la continuità didattica, ma che ha sollevato numerose critiche e forti malumori tra gli insegnanti abilitati, rimasti esclusi nonostante titoli, specializzazioni e anni di servizio. La pubblicazione del bollettino preliminare ha avuto l’effetto di gettare nello sconforto centinaia di docenti inseriti nelle graduatorie provinciali, che confidavano in un incarico annuale per il nuovo anno scolastico 2025/2026.
L’analisi dei dati evidenzia una forte presenza di docenti non specializzati nei primi cicli scolastici. Alla scuola dell’infanzia, il 30,14% dei posti è stato assegnato a insegnanti privi del titolo di specializzazione; alla primaria la quota sale al 31,71%, mentre nella secondaria di primo grado si attesta al 22,83%. L’unico segmento in cui la percentuale di non abilitati rimane marginale è quello della scuola secondaria di secondo grado, con appena l’1,59%.
Questa situazione genera un evidente paradosso: mentre centinaia di insegnanti qualificati restano senza incarico, molte cattedre vengono assegnate a docenti senza abilitazione specifica, scelti in base al gradimento delle famiglie. La procedura, introdotta per garantire stabilità e continuità nei percorsi scolastici degli alunni con disabilità, si traduce però in una penalizzazione concreta per migliaia di professionisti del settore, che vedono vanificati percorsi di formazione, abilitazioni e concorsi.
A livello nazionale, il nuovo anno scolastico si aprirà con oltre 41mila docenti assunti, ma le tensioni restano forti soprattutto nei territori, come quello umbro, dove la precarietà del personale è strutturale e dove le assegnazioni di sostegno a tempo determinato rappresentano una fetta consistente del corpo docente.
Con l’introduzione del bollettino zero, la scuola italiana conferma la difficoltà di trovare un equilibrio tra continuità educativa e rispetto delle graduatorie pubbliche, in un sistema che, al momento, sembra favorire la stabilità affettiva a scapito della meritocrazia formale.
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