Una quarantina di sindaci delle regioni Umbria e Toscana hanno intrapreso una protesta per manifestare contro la decisione che prevede lo spostamento dei convogli ferroviari diretti verso Roma sulla cosiddetta “linea lenta”. L’iniziativa ha visto anche la partecipazione di numerosi pendolari, saliti sul treno nelle stazioni di Chiusi (Siena) e Orvieto (Terni), per dirigersi verso Roma e protestare contro un provvedimento che potrebbe allungare notevolmente i tempi di percorrenza verso la capitale.
Un provvedimento che rischia di compromettere la mobilità
Il provvedimento, deciso tramite una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti, prevede che i treni che collegano l’Umbria con Roma possano viaggiare sulla linea direttissima solo se in grado di superare i 200 km/h. Di conseguenza, Intercity e treni regionali verrebbero spostati sulla linea più lenta, con tempi di percorrenza che potrebbero dilatarsi sensibilmente. Questo cambiamento dovrebbe entrare in vigore dal 2026, ma si teme che possa essere attuato già dal prossimo dicembre, portando notevoli disagi a pendolari e cittadini.
L’incontro con il sottosegretario ai Trasporti
I sindaci, tutti muniti di fascia tricolore, sono stati ricevuti dal sottosegretario ai Trasporti, Tullio Ferrante, per esprimere il loro dissenso riguardo alla decisione. I sindaci hanno sollevato preoccupazioni relative al diritto alla mobilità per migliaia di persone, ribadendo che il provvedimento rischia di compromettere il servizio e di isolare ulteriormente i territori.
Nel corso della protesta, i sindaci hanno espresso la loro frustrazione: “Non possiamo più attendere di fronte al silenzio e all’assenza di soluzioni” hanno affermato, sottolineando l’assenza di una strategia credibile per il ripristino dei servizi e il miglioramento della mobilità.
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