Caos al comprensivo Perugia 12 di Ponte San Giovanni: docenti e Ata contro il dirigente

Dopo le proteste dei genitori, anche il personale scolastico replica alla narrazione del direttore dei servizi amministrativi: “Parole smentite dai fatti”

Continua la tensione all’interno dell’Istituto comprensivo Perugia 12 di Ponte San Giovanni, che da mesi è al centro di una protesta che coinvolge genitori, associazioni del quartiere e ora anche il personale scolastico. Dopo la petizione che ha raccolto 1.700 firme per denunciare criticità nella gestione e nel funzionamento della scuola, è arrivata una nuova spaccatura interna, questa volta tra il direttore reggente dei servizi generali e amministrativi, Enrico Basile, e i docenti insieme al personale Ata.

Basile, in una lettera inviata ai media locali, ha parlato di “clima sereno”, “efficienza operativa degli uffici” e “qualità del servizio” offerto dall’istituto. Ma le sue dichiarazioni hanno scatenato la reazione di molti lavoratori della scuola, che hanno deciso di rispondere con una lettera aperta indirizzata allo stesso dirigente.

“Le sue parole sono smentite dai fatti”, scrivono i firmatari, che segnalano “continue domande di trasferimento ad altri istituti, poche richieste di ingresso, lettere di dimissioni e mancate ricandidature da parte di chi ricopriva incarichi di responsabilità”. Secondo loro, la situazione è tutt’altro che rosea, e la narrazione del dirigente “non trova riscontro nell’esperienza concreta e quotidiana”.

La replica del personale scolastico sottolinea che, pur riconoscendo “il valore dell’offerta formativa e dei progetti attivati”, la qualità di una scuola non può essere valutata soltanto “attraverso l’enumerazione di iniziative finanziate o adempimenti amministrativi”, ma deve fondarsi “sul rispetto del personale, sulla trasparenza dei processi decisionali e sulla partecipazione attiva di tutte le componenti dell’Istituto”.

Questa spaccatura interna si inserisce in un contesto già fortemente critico. I genitori avevano già denunciato un crollo delle iscrizioni, attribuendolo alla “continua turnazione del personale” e alla “confusione nella gestione delle risorse”, elementi che ostacolerebbero una vera continuità didattica. Secondo i dati forniti, sette studenti su dieci scelgono altre scuole dopo aver frequentato la primaria dell’istituto.

Attualmente, gli iscritti sono soltanto 683, ben al di sotto del minimo previsto di 900 alunni per un istituto comprensivo. Questo dato, secondo i sindacati, impone un intervento immediato dell’Ufficio scolastico regionale, prima che la situazione diventi irreparabile.

Nel frattempo, anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, è stata coinvolta nella vicenda, a cui aveva promesso attenzione e sostegno. Tuttavia, la mancanza di risposte strutturali e la crescente insoddisfazione interna mostrano un quadro di crisi profonda che richiede soluzioni rapide e condivise.

Redazione

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