L’Umbria sta riconquistando la fiducia dei turisti stranieri, con un significativo incremento delle presenze registrato negli ultimi mesi. Come riportato dal Corriere dell’Umbria, ad aprile, i visitatori internazionali sono aumentati del 20%, raggiungendo quota 226.377 presenze su un totale di 671.268, un trend che si conferma anche nel mese di maggio. Il ponte del 2 giugno ha rappresentato un ulteriore segnale positivo, mettendo la regione al centro dell’attenzione come meta privilegiata per chi cerca natura, cultura e relax.
A sottolineare questo fenomeno è stato Simone Fittuccia, presidente regionale di Federalberghi, che ha evidenziato come l’Umbria stia beneficiando di flussi turistici sia nazionali che internazionali. Mentre il turismo italiano spesso opta per le località marine durante i primi caldi, molti stranieri e italiani preferiscono le zone interne umbre, caratterizzate da freschezza, verde e opportunità per attività all’aria aperta.
Occupazione alberghiera ai massimi livelli
Dal punto di vista dell’occupazione turistica, i dati sono incoraggianti e paragonabili a quelli del ponte del primo maggio e del 25 aprile, superando anche i picchi delle festività pasquali. Città come Assisi, Gubbio, Spoleto e Orvieto sono vicine al sold out, con percentuali di occupazione intorno al 90-95%. Bene anche gli agriturismi e il comparto extralberghiero, che beneficiano dell’interesse per un turismo più immerso nella natura.
Anche la Valnerina si segnala per risultati ottimi, con operatori e attività turistiche che registrano una ripresa dopo i mesi più difficili. Secondo Fittuccia, il trend è positivo nonostante una lieve flessione osservata in aprile e parte di maggio, e il ponte del 2 giugno lascia intravedere prospettive incoraggianti per l’estate.
Turisti internazionali in aumento, anche dagli Stati Uniti
Dalla Regione Umbria si evidenzia inoltre un ritorno di turisti americani, soprattutto nei territori di confine con la Toscana, che contribuiscono a consolidare il flusso internazionale. Questo rinnovato interesse conferma la posizione dell’Umbria come destinazione di qualità per un turismo attento alla natura, alla cultura e alle esperienze autentiche.
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