“È davvero paradossale che proprio ora, nel momento in cui l’Umbria è chiamata ad affrontare con slancio la sfida della digitalizzazione, una delle aziende storiche del settore chiuda i battenti, disperdendo un patrimonio di competenze professionali che la regione non può permettersi di perdere”. Con queste parole, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Fabrizio Ricci, commenta la chiusura della Cotes di Perugia, realtà attiva da oltre vent’anni nel settore delle reti telefoniche e della fibra ottica.
La crisi aziendale culminerà domani 12 maggio, data in cui gli ultimi undici dipendenti – un tempo erano quaranta – perderanno il lavoro ed entreranno in Naspi. Una prospettiva difficile, tanto più considerando che, come sottolineato da Ricci, “si tratta nella stragrande maggioranza di lavoratori over 50, che notoriamente incontrano difficoltà aggiuntive nel ricollocamento”.
Un patrimonio di competenze a rischio
La chiusura della Cotes rappresenta un fallimento per il sistema territoriale, secondo Ricci, che rimarca come la digitalizzazione sia una priorità centrale del PNRR e richieda manodopera altamente qualificata, proprio come quella espressa dai lavoratori Cotes: “È assurdo pensare di non avvalersi di queste professionalità, mentre si investono risorse pubbliche per potenziare l’infrastruttura digitale”.
L’impegno politico: “Non lasciarli soli”
Ricci ha incontrato in questi giorni una delegazione dei dipendenti, raccogliendo le loro preoccupazioni e dichiarandosi disponibile a portare la questione all’attenzione della giunta regionale. “Lavoreremo per trovare risposte e non lasciarli soli, anche perché queste persone rappresentano una risorsa strategica per l’Umbria che vuole guardare al futuro”.
PNRR e digitalizzazione: un’occasione da non sprecare
Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Italia si è impegnata a colmare il divario digitale, specialmente nelle aree interne come quelle umbre. In questo contesto, la perdita di competenze tecniche rappresenta un controsenso che rischia di rallentare l’attuazione concreta dei progetti previsti.
Secondo Ricci, è indispensabile coinvolgere i lavoratori ex Cotes nei programmi pubblici, dai bandi per la digitalizzazione delle PA locali fino alle iniziative legate allo sviluppo delle infrastrutture a banda larga, trasformando la crisi in un’opportunità di riqualificazione e reinserimento.
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