Il caso della morte di Andrea Prospero, lo studente trovato senza vita il 29 gennaio a Perugia, continua a far emergere dettagli drammatici. Il 18enne arrestato per istigazione al suicidio è descritto dalla madre come un ragazzo chiuso e riservato, sempre con il telefono in mano. “Mi crolla il mondo addosso, anzi già è crollato”, ha dichiarato in un’intervista a Il Messaggero, raccontando il dolore e lo smarrimento della famiglia.
“Abbiamo parlato con lui dei pericoli della rete, ma ora ci sentiamo soli”
La donna ha spiegato che in casa hanno sempre cercato di sensibilizzare i figli sui rischi di internet e delle droghe, ma ora si sentono impotenti. “Eppure, li abbiamo seguiti sempre. Mio marito e io curiamo gli altri, ma ora non sappiamo come fare con nostro figlio. È una cosa più grande di noi”, ha aggiunto.
La famiglia, che ha anche un altro figlio poliziotto, è sotto shock per l’accusa che pende sul 18enne. Nel frattempo, la magistratura continua a indagare per ricostruire esattamente quanto accaduto nei giorni precedenti al suicidio di Prospero.
L’appello dell’avvocato della famiglia Prospero
Sul caso è intervenuto anche Carlo Pacelli, avvocato della famiglia di Andrea Prospero, che ha lanciato un appello sui pericoli del web all’ANSA: “Questa tragedia deve essere un monito affinché non si ripetano più episodi simili”.
Secondo il legale, l’arresto del giovane romano è solo il primo passo dell’inchiesta: “Gli ultimi sviluppi rappresentano un primo gradino dell’indagine. La famiglia confida nell’operato della magistratura per arrivare a un quadro definitivo su quanto accaduto”.
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