Il tribunale di Perugia ha condannato a quattro anni e due mesi di reclusione una cittadina cinese di 55 anni per favoreggiamento della prostituzione all’interno del centro benessere Mansa di Città di Castello. Secondo l’accusa, nel locale si praticavano prestazioni sessuali a pagamento, pubblicizzate attraverso annunci online. Ne riferisce Umbria 24.
I fatti contestati risalgono al 2018-2019. Le indagini hanno rivelato che il centro benessere nascondeva in realtà una casa di prostituzione, con servizi pubblicizzati su siti come Bakeca Incontri e Bakeka.it. Gli annunci mostravano immagini inequivocabili di donne orientali in lingerie e fornivano un numero di contatto per prendere appuntamento.
Le tariffe per le prestazioni sessuali variavano tra 30 e 100 euro. Durante il processo, il procuratore Raffaele Cantone ha evidenziato che numerosi testimoni hanno confermato di aver pagato per rapporti sessuali nel centro massaggi.
Le accuse e la sentenza
L’accusa ha sottolineato che le prove raccolte erano schiaccianti, facendo riferimento alle dichiarazioni della Guardia di Finanza e agli elementi trovati nel centro massaggi, tra cui preservativi e creme vaginali, ritenuti incompatibili con un’attività di benessere.
Nonostante la difesa avesse richiesto l’assoluzione, sostenendo che le prove fossero contrastanti e che la responsabilità della donna non fosse dimostrata, il tribunale ha emesso una condanna ancora più severa rispetto a quanto richiesto dalla Procura.
Prossimi sviluppi
L’imputata, riconosciuta colpevole di favoreggiamento della prostituzione, potrà ricorrere in appello per contestare la sentenza. La vicenda, intanto, conferma l’attenzione delle autorità nel contrastare il fenomeno della prostituzione nascosta dietro attività di copertura.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.