L’azienda Sagemcom ha ufficializzato la chiusura dello stabilimento di Città di Castello, interrompendo la produzione di contatori del gas e avviando la procedura di licenziamento collettivo per 40 dipendenti. Dopo un confronto tra le parti, è stato raggiunto un accordo con Fiom-Cgil, unico sindacato presente in azienda, che è stato approvato a maggioranza dall’assemblea dei lavoratori.
L’intesa prevede la ricollocazione di meno di un terzo degli operai presso Sacofgas, un’azienda situata nello stesso stabilimento e attiva nello stesso settore. Per i restanti lavoratori, sono stati definiti incentivi economici variabili tra nove e sedici mensilità, in base all’anzianità di servizio. L’accordo include anche percorsi di formazione finanziati da Sagemcom, mirati al reinserimento nel mercato del lavoro, ma senza garanzia di nuova occupazione.
Inizialmente, i licenziamenti sarebbero dovuti scattare il 1° maggio, ma la multinazionale ha concesso una proroga fino al 1° agosto, permettendo così una gestione più graduale della transizione.
Profonda amarezza tra i sindacati e i lavoratori, come evidenziato da Marco Bizzarri della Fiom-Cgil: «Ancora una volta assistiamo alla decisione di una multinazionale che, per pura logica di profitto, sceglie di abbandonare l’Umbria lasciando decine di famiglie senza un’occupazione».
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