Le “Suore” di Tu sì que vales al Gran Galà di danza “Il sorriso di Beatrice”

Sabato 30 novembre, il Teatro Lyrick di Assisi ospiterà la settima edizione dell’evento benefico per il Comitato Chianelli.

Il Gran Galà di danza “Il sorriso di Beatrice” torna al Teatro Lyrick di Assisi con una serata dedicata alla solidarietà e all’arte. Le celebri “Suore” della trasmissione “Tu sì que vales” saranno ospiti d’onore di questa edizione, che si terrà sabato 30 novembre alle ore 21. Il gruppo, ispirato al celebre film con Whoopi Goldberg, contribuirà a rendere speciale l’evento, ideato da Ombretta Meniconi e Aldo Santi, genitori della piccola Beatrice, in collaborazione con il Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”.

Un evento per sostenere la ricerca e i pazienti

Il Gran Galà nasce per raccogliere fondi a favore dei pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Negli ultimi anni, i proventi hanno permesso di finanziare macchinari e ampliare il Residence “Daniele Chianelli”, struttura inaugurata nel 2023 che ospita pazienti e famiglie durante i trattamenti, con appartamenti, asilo nido, scuola dell’infanzia e servizi di supporto.

Un palco ricco di emozioni e talento

La serata sarà condotta da Paola Costantini e vedrà l’alternarsi di 22 scuole di danza umbre e oltre 300 ballerini. Le esibizioni spazieranno tra danza classica, contemporanea, flamenco, ginnastica artistica e pole dance, offrendo una varietà di generi sotto la direzione artistica di Ombretta Meniconi.

Non mancheranno momenti musicali di alto livello, tra cui il maestro Andrea Ceccomori con il flauto e il coro di voci bianche “Cuori a colori”. Un momento speciale sarà rappresentato dall’esibizione di Giulia, ex paziente oncoematologica, che canterà per il pubblico con la sua straordinaria voce.

Un gesto di speranza e memoria

L’intero evento è dedicato a Beatrice, la cui memoria è celebrata con questo Galà. Il ricavato sostiene concretamente i pazienti oncologici e i loro familiari, contribuendo anche alla ricerca in campo oncoematologico. L’iniziativa è un esempio di come arte e solidarietà possano fondersi, offrendo non solo spettacolo ma anche speranza a chi affronta difficili percorsi di cura.

Redazione

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