Nonostante il lungo stato di agitazione, le promesse e gli impegni, la situazione dei 30 lavoratori della sede umbra della società cooperativa Italy Emergenza è ancora inaccettabile. Mancano gli stipendi da 60 giorni, lavorando peraltro con mezzi privi degli standard minimi di sicurezza”, denunciano in una nota Marcello Romeggini (Cisl Fp) e Monica di Angelo (Uil Fpl).
La situazione, definita “indegna e insostenibile”, ha minato ogni residua fiducia nei confronti della dirigenza aziendale. I lavoratori, infatti, lamentano una gestione che li ha resi vittime di una condizione di precarietà economica e operativa senza precedenti.
Due mesi senza stipendio: le conseguenze sulle famiglie
“I lavoratori aspettano da 60 giorni lo stipendio e continuano a lavorare senza percepire retribuzione”, si legge nel comunicato. La mancanza di pagamenti sta esponendo numerosi dipendenti, molti dei quali con figli a carico, a gravi difficoltà economiche. Molti si trovano a non poter sostenere spese essenziali come mutui, affitti e bollette, aggravando una condizione di disagio già critica.
I rappresentanti sindacali ricordano che l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto alla società una liquidità di 88mila euro, notificata prima dell’ultima riunione in Prefettura. “Alla luce di questa liquidità, quindi, occorre urgentemente il pagamento immediato delle mensilità arretrate relative a ottobre 2024”, sottolineano. La mancata erogazione delle retribuzioni rappresenta non solo una grave violazione contrattuale, ma anche un atto lesivo della dignità dei lavoratori.
I sindacati avvertono che non saranno tollerati ulteriori ritardi o giustificazioni: “Il pagamento delle retribuzioni deve avvenire quanto prima. Non accetteremo ulteriori rinvii”.
Mezzi inadeguati e pericolosi
“Denunciamo inoltre l’inaccettabile stato dei mezzi utilizzati dai lavoratori, privi degli standard minimi di sicurezza previsti dalla normativa vigente”, continuano Romeggini e Di Angelo. I mezzi attualmente in uso non rispettano le disposizioni previste dal Codice Civile (art. 2087), che obbliga il datore di lavoro a garantire la sicurezza e la salute dei dipendenti.
Le condizioni operative descritte dai lavoratori sono definite “degradanti” e mettono a rischio sia il benessere fisico e mentale del personale che la qualità del servizio fornito. “Questa situazione, protratta per mesi, denota una mancanza di rispetto per il personale e per i valori che dovrebbe incarnare un servizio pubblico essenziale”, aggiungono i sindacalisti.
Le richieste dei sindacati e le possibili azioni future
I rappresentanti dei lavoratori chiedono un intervento immediato della cooperativa per sanare i pagamenti arretrati e garantire mezzi di lavoro sicuri. “Non intendiamo accettare ulteriori ritardi o inadempienze”, avvertono. Se la situazione non sarà risolta in tempi brevi, i sindacati sono pronti a intraprendere ulteriori azioni amministrative o legali per tutelare i diritti dei lavoratori.
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