Negli ultimi anni, le plance elettorali quasi deserte lungo le strade sono diventate una consuetudine. I tradizionali strumenti di propaganda come santini, volantini e manifesti hanno ceduto il passo a campagne elettorali digitali, che oggi dominano le piattaforme online, contribuendo in modo significativo ai profitti di colossi come Meta. Per garantire maggiore trasparenza, Facebook ha introdotto la sua Ads Library, un tool che consente di monitorare chi finanzia le inserzioni e quanto investe, soprattutto quando queste trattano temi sociali, elezioni o politica.
Le cifre in Umbria
Tra il 15 agosto e il 12 novembre, in Umbria sono stati investiti complessivamente 125 mila euro su Facebook per inserzioni, includendo anche campagne di enti non politici come Unicef ed Emergency. Guardando nello specifico ai partiti e ai candidati, i numeri rivelano una mappa interessante delle spese.
In cima alla classifica troviamo Donatella Tesei, con un investimento di 5.445 euro, seguita da Sinistra Italiana e da Gianfranco Mascia, portavoce di Europa Verde e candidato con AVS, entrambi con 4.539 euro. Tra i principali investitori figurano anche la leghista Paola Fioroni (4.005 euro), Nilo Arcudi (3.819 euro), la lista Tesei Presidente (3.043 euro) e il neo-forzista Stefano Pastorelli (2.231 euro).
I nomi e le cifre dettagliate
Continuando con la classifica, emergono altri nomi significativi. Gianluca Tuteri, candidato della lista Tesei Presidente, ha speso 2.183 euro, mentre i Civici Umbri, lista a sostegno di Proietti, hanno investito 2.087 euro. Seguono il sindaco Andrea Romizi con 1.893 euro, Andrea Fora con 1.827 euro e il democratico Michele Bettarelli, che ha impegnato 1.648 euro.
Tra i candidati con cifre più contenute troviamo Stefania Proietti con 1.626 euro, seguita dai dem Sarah Bistocchi e Tommaso Bori, rispettivamente con 1.548 euro e 1.536 euro. Esponenti di partiti come FdI e Alternativa Popolare appaiono nella fascia inferiore, con spese che si aggirano attorno ai 1.300 euro o meno. Alcuni candidati, come il leghista Fabrizio Gareggia e il dem Joseph Flagiello, hanno investito meno di 1.000 euro, arrivando fino a somme minime di 100 o 300 euro.
Questi dati dimostrano che, anche nell’era digitale, le strategie di comunicazione politica rimangono fortemente diversificate. Mentre alcuni candidati puntano su campagne aggressive e ben finanziate, altri si accontentano di budget più modesti, spesso insufficienti per garantire una visibilità adeguata. Una differenza che evidenzia come il peso degli investimenti possa influire sulle dinamiche elettorali e, forse, sui risultati finali.
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