Il futuro di Saxa Gres: segnali di rilancio ma restano sfide finanziarie

Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è discusso del rilancio degli stabilimenti Saxa Gres con nuove prospettive, nonostante persistano difficoltà economiche

Si intravede un possibile rilancio per il gruppo industriale Saxa Gres, ma restano questioni irrisolte sul fronte finanziario. L’incontro tenutosi il 13 novembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali, del fondo d’investimento Continental, dei vertici del gruppo Saxa, Unindustria e dei rappresentanti delle regioni Lazio e Umbria. Al centro dell’incontro il futuro degli stabilimenti Saxa Gres, i piani di investimento e il supporto agli stabilimenti italiani.

L’obiettivo condiviso, come ha spiegato Enzo Valente, vicesegretario nazionale UGL Chimici, è un rilancio deciso e sostenibile. Tuttavia, Valente ha sottolineato come il progetto non possa prescindere dalla soluzione delle problematiche finanziarie esistenti, auspicando che si proceda rapidamente in tal senso. “Il piano industriale presentato finalmente ci offre una visione concreta – ha spiegato Valente – ma il percorso è ancora irto di ostacoli che sarà necessario superare per ottenere una ripresa produttiva solida”.

Investimento di 35 milioni e obiettivi per il 2025

Nel dettaglio, il fondo Continental ha dichiarato l’intenzione di investire 35 milioni di euro a supporto del rilancio industriale. Questa somma dovrebbe essere stanziata entro il 30 novembre 2023, previa approvazione dell’assemblea degli azionisti, prevista per gennaio 2024. Secondo i rappresentanti del gruppo, le condizioni degli impianti sono buone, con previsioni per un volume di ordini che già nel 2025 potrebbe raggiungere i 25 milioni di euro. Questo investimento segnerebbe un passo importante, ma richiederà ulteriori sforzi per portare gli stabilimenti a pieno regime.

Gli stabilimenti coinvolti, in particolare quelli di Anagni, Roccasecca e Gualdo Tadino, hanno tracciato un percorso di riavvio graduale. Ad Anagni, impianto che impiega circa 90 lavoratori, è previsto l’avvio di un terzo forno entro il primo trimestre del 2025. A Roccasecca, dove operano oltre 200 dipendenti, è programmata la riattivazione di due forni entro marzo e di un terzo forno, di dimensioni maggiori, entro la fine del 2025. Per il sito di Gualdo Tadino, che impiega circa 80 lavoratori, è prevista una ripartenza per giugno 2025.

Ammortizzatori sociali e supporto ai lavoratori

In parallelo, è stata confermata la copertura degli ammortizzatori sociali, fondamentale per sostenere i lavoratori durante la fase di ripresa. Gli ammortizzatori saranno destinati sia ai siti attualmente inattivi sia alla gestione delle attività ad Anagni, dove il personale potrà beneficiare di un sostegno temporaneo fino alla ripresa totale delle operazioni.

Sindacati pronti a monitorare il piano di rilancio

Anche Marco Colasanti, segretario provinciale UGL Chimici di Frosinone, ha espresso il proprio commento sull’incontro, sottolineando l’importanza di vedere finalmente proposte economiche e investimenti concreti. “Siamo pronti a collaborare – ha dichiarato Colasanti – ma continueremo a monitorare attentamente la situazione, specie in vista del prossimo incontro ministeriale dell’11 dicembre”. Sarà in quell’occasione che i rappresentanti aziendali e sindacali si riuniranno nuovamente al MIMIT per analizzare i progressi del piano industriale e verificare l’effettivo andamento degli investimenti.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Lo scalo umbro registra il miglior mese della sua storia: nei primi otto mesi del...
La Regione aumenta da 500 mila a un milione di euro le risorse per il...
In Umbria il credito alle aziende minori resta in calo, mentre il costo del denaro...

Altre notizie