Foligno, presidio davanti all’ospedale: “No alla riorganizzazione e difendiamo il personale”

A Foligno, la CGIL organizza un presidio e una tavola rotonda per difendere il Sistema Sanitario Nazionale e il diritto alla salute. Partecipano sindacalisti e professionisti della sanità per affrontare temi come personale carente e liste d’attesa.

Presidio della Cgil davanti all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno per protestare contro il piano sanitario della regione. L’evento è andato in scena nel pomeriggio del 4 Novembre. Secondo la Cgil il piano di riorganizzazione è solo sulla carta e  depotenzia la sanità pubblica, svuota di alcuni servizi strutture fondamentali come l’ospedale di Foligno e non interviene a crearne altri in questa porzione di territorio regionale. Per la Cgil servono investimenti certi per rafforzare la medicina e i servizi territoriali a disposizione dei cittadini.

Paolo Paolucci, Spi-Cgil Foligno, dice: “Foligno ha 50.000 abitanti e la casa di comunità ne prevede 40.000, servono investimenti certi sulla sanità pubblica”. Simone Pampanelli, della Cgil Perugia aggiunge: “Si sta andando verso la privatizzazione che contestiamo. Bisogna aiutare le persone sui territori e questo ospedale è un punto di riferimento da salvare”.

Il tema della sanità locale ha ricevuto particolare attenzione anche di recente per via di gravi episodi di cronaca. Solo pochi giorni fa, un’infermiera e un medico del San Giovanni Battista sono stati aggrediti, il che ha richiesto l’intervento della polizia e porterà a un procedimento penale per il responsabile. Questo è stato il terzo caso di aggressione dall’inizio dell’anno presso l’ospedale di Foligno, un dato che preoccupa tanto i professionisti quanto l’intera comunità.

In risposta all’accaduto, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Perugia ha espresso “la più profonda solidarietà ai colleghi dell’ospedale di Foligno, vittime di un inaccettabile atto di violenza”. In una nota, l’OPI ha ricordato quanto sia fondamentale proteggere “coloro che, ogni giorno, si dedicano con impegno e passione alla salute e al benessere degli altri”. Sottolineando che la violenza contro il personale sanitario è un fenomeno in costante crescita, l’Ordine ha esortato la comunità a riconoscere “il contributo di chi si prende cura della salute degli altri” e a costruire “un ambiente di lavoro più sicuro”.

 

Redazione

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