Il rapporto annuale 2023 dell’Arera evidenzia un significativo calo nei consumi di energia elettrica in Umbria, con una riduzione del 14% rispetto all’anno precedente, il decremento più marcato a livello nazionale.
Dati e confronti
Nel 2023, in Umbria sono stati venduti complessivamente 4.054 gigawatt di energia elettrica, rispetto ai 4.718 gigawatt del 2022. Le regioni con la riduzione più significativa nei prelievi sono Umbria e Valle d’Aosta, entrambe con un calo del 5%. In particolare, le utenze non domestiche hanno registrato una flessione del 5,4%, rappresentando 3.689 gigawatt sui 4.496 totali.
In Umbria operano 277 aziende nel settore energetico, con i tre maggiori fornitori che rappresentano il 76% della capacità installata, una delle quote più alte in Italia.
Mercato libero e cambi di fornitura
L’Umbria ha una delle più alte percentuali di utenze che si affidano al mercato libero dell’energia, con il 95% dei consumatori che ha optato per questa scelta. Tra i consumatori domestici, il 78,7% ha scelto il mercato libero, posizionando la regione ai vertici nazionali. Nel 2023, il 18,8% degli utenti umbri ha cambiato fornitore, con volumi pari al 23,6% del totale. Tra le utenze non domestiche, quasi una su tre ha scelto un nuovo operatore, per una quota di volumi del 55,5%.
In Umbria, 140.000 clienti sono ancora nel servizio di maggior tutela.
Consumi di gas
Per quanto riguarda il gas, in Umbria ci sono 313.000 utenze domestiche, 2.900 condominiali, 1.000 appartenenti ai servizi pubblici e 17.500 classificate come “altri usi”. Quest’ultima categoria ha i consumi più elevati, pari a 182,3 milioni di metri cubi, seguita dalle famiglie con 175 milioni di metri cubi. Anche in questo settore, la percentuale di clienti che ricorrono al mercato libero è molto alta (82%).
In Umbria operano 226 imprese di vendita del gas, con le prime tre che detengono il 65% del mercato.
Critiche al mercato libero
Durante la presentazione del rapporto a Roma, è emerso che il mercato libero dell’energia non offre i vantaggi della concorrenza sperati. Le offerte per luce e gas sono spesso meno attraenti rispetto ai servizi regolati, con prezzi generalmente più elevati. Le associazioni dei consumatori, come il Codacons, sottolineano che le bollette italiane sono più care della media europea, anche a causa di una tassazione eccessiva.
Il passaggio al mercato libero non ha portato i benefici attesi, con aumenti nelle offerte per l’utenza domestica tipo tra il 3,7% e il 12,5%, secondo il presidente di Arera Stefano Besseghini.
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