Lo storytelling per raccontare l’integrazione, ma soprattutto, per raccontare l’Umbria che cambia dall’interno, senza pregiudizi e senza fake news.
Piazza della Pace, quarteire periferico e multietnico, ma anche fra i più difficili di Terni ha ospitato la prima delle quattro tappe (le altre saranno a Gubbio, Spoleto e Perugia) del protetto “Voci dal mondo”, la grande sfida che il settimanale dei vescovi umbri La Voce e l’Università per Stranieri hanno lanciato insieme a Radio Glox e la Ong Tamats Ets: raccontare le migrazioni e le comunità di stranieri sul territorio grazie allo sguardo e alla voce delle comunità stesse.
“Ce n’è bisogno – dice Daniele Morini, direttore responsabile de La Voce – perché bisogna andare al di là dei luoghi comuni e degli stereotipi che vogliono raccontare le migrazioni mandando la storia da una sola parte. Bisogna riscoprire la verità e le storie personali, che aiutano ad entrare in empatia con questa gente”.
“L’Umbria è terra di accoglienza – ha ricordato Rolando Marini, prorettore dell’Università per Stranieri. Oggi il profilo del migrante che arriva qui è diverso, perché le guerre, le crisi internazionali umanitarie ed economiche hanno cambiato il profilo di chi arriva. Adesso abbiamo principalmente profughi e rifugiati, per cui servono misure di insediamento: lingua, cultura generale e costruzione della cittadinanza sono i cardini”. E aggiunge: “L’integrazione si fa in due: i territori si aprano alle comunità immigrate, ma deve avvenire anche l’opposto”
L’evento è condotto dagli stessi giovani dei laboratori, che hanno preso parte ad un percorso di formazione in lingua italiana applicata al lessico e alle tecniche di comunicazione e ad un corso teorico-pratico di tecniche di comunicazione con i giornalisti del settimanale La Voce e i colleghi dell’emittente perugina Radio Glox.
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