Sanitopoli, la difesa di Bocci: “Millanteria nelle accuse verso di lui”

Brunelli ha criticato duramente l'operato dell'accusa, affermando che le prove presentate contro Bocci sono frutto di una manipolazione delle conversazioni intercettate, decontestualizzate e interpretate in modo arbitrario.

Nel corso del processo in corso a Perugia, l’avvocato David Brunelli, difensore di Gianpiero Bocci, ex sottosegretario e segretario umbro del Partito Democratico, ha fermamente respinto le accuse mosse contro il suo assistito. Bocci è imputato nell’inchiesta sui presunti concorsi truccati nella sanità perugina.

“I fatti contestati a Gianpiero Bocci non sono assolutamente andati come li racconta il pm”, ha dichiarato Brunelli nella sua arringa. L’avvocato ha sottolineato che, anche se gli eventi descritti dal pubblico ministero fossero parzialmente o totalmente veri, non ci sarebbe comunque alcuna condotta di reato ascrivibile a Bocci. “Il volano della millanteria, oltre che un eccesso di zelo della polizia giudiziaria, è l’artefice delle accuse”, ha aggiunto.

Brunelli ha criticato duramente l’operato dell’accusa, affermando che le prove presentate contro Bocci sono frutto di una manipolazione delle conversazioni intercettate, decontestualizzate e interpretate in modo arbitrario. “Nell’elencazione e spiegazione delle prove a suo carico si evidenzia in modo esemplare la pericolosità dell’impiego giudiziario spregiudicato del ‘bestiario’“, ha detto l’avvocato, riferendosi a una metodologia che raccoglie frammenti di conversazioni senza un’adeguata verifica critica.

“Le 16.690 pagine della perizia trascrittiva non sono che un modesto spaccato di un collage di conversazioni tratte da un coacervo sterminato”, ha spiegato Brunelli. Questi elementi, secondo il pubblico ministero, costituirebbero una narrazione univoca delle condotte di Bocci, ma per il legale si tratta di un’interpretazione distorta. “Le ombre prendono corpo, le menzogne diventano verità”, ha affermato il penalista, evidenziando come le accuse si basino su un effetto domino di millanterie e bugie non verificate.

Brunelli ha quindi sollecitato l’assoluzione del suo assistito, criticando la mancanza di prove concrete e il metodo utilizzato dall’accusa. “Le cose stanno così perché Tizio ha sentito Caio che lo diceva, e così via. Sarebbe un effetto volano, se non fosse un tritacarne”, ha concluso.

Redazione

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